La sintesi tra arte e cucina esiste: si chiama Yann Bernard Lejard

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Il vincitore del premio The Best Chef Food del 2016, oggi in Bahrain dopo mille viaggi per il mondo, ci spiega la sua filosofia culinaria

 

Le necessità lo hanno portato a diventare cuoco a soli sedici anni: la scuola non era il suo forte. Oggi, invece, è uno degli chef più creativi al mondo, insignito, solamente nel 2016, del premio The Best Chef Food. Il tempo e soprattutto il caso hanno convinto Yann Bernard Lejard che l’universo culinario era il suo unico scopo di vita. Forse non avrà fatto tutti i compiti per casa quando doveva ma sicuramente ha trovato un modo per esprimersi: l’arte. Perfetto: ma che tipo di rapporto potrà mai esserci con la cucina? Lo abbiamo chiesto direttamente a Yann che ama definirsi prima artista e solo in seguito cuoco.  “Il cibo è un bisogno naturale dell’uomo – spiega lo chef – e l’arte è tutto ciò che ci circonda. Sono legati in maniera indissolubile e ci danno la possibilità di evolvere noi stessi e la nostra anima”. La teoria sembra semplice, ma come mettere in pratica tutti questi concetti? “Il fondamento del mio lavoro – continua Yann – si basa su una gastronomia di alto livello alla quale ho voluto dare un nuovo senso, basato sul rompere tutte le regole esistenti aggiungendo un approccio moderno di arte culinaria”. In poche parole il gusto rimane fondamentalmente lo stesso, cambia solo la presentazione del piatto, dove l’immaginazione viene spinta oltre i limiti. Tutto questo è frutto di una evoluzione personale, di continui viaggi di lavoro (che lo hanno portato a cucinare nei più importanti ristoranti Michelin del mondo), ma anche delle collaborazioni con chef come Heinz Winkler e Alain Ducasse. Dopo un lungo girovagare, dal 2014 Yann si è stabilito nel Regno di Bahrain, dove nel suo ristorante, il Plums, ora è libero di esprimere la sua arte senza vincoli. Uno dei suoi piatti d’autore si chiama Under Pressure-Octopus-Strawberry-Lumee. Il primo tra l’altro, ad essere eseguito in completa improvvisazione e soprattutto carico dei suoi colori preferiti: bianco, nero e rosso. Un modo definitivo per dire che non si tratta semplicemente di un piatto, ma di un’espressione artistica dell’anima.

 

“Senza arte non morirai ma la tua vita sarà solamente un’inezia”

– Yann Bernard Lejard –

Dan Munteanu

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