Lutto nel mondo della ristorazione: Gualtiero Marchesi ci ha lasciato

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Arrivederci Chef, la prima tre stelle Michelin in Italia si spegne a 87 anni

 

 

Nel periodo più festoso dell’anno quando le nostre tavole sono imbandite di buon cibo e tutti si riuniscono intorno al focolare domestico, c’è chi ha deciso di uscire di scena prendendosi tutti gli applausi. La “nuova cucina italiana” si stringe intorno a Milano per piangerne il suo padre fondatore: Gualtiero Marchesi.

Cuoco, ristoratore, ex rettore della sua Scuola di Colorno, appassionato d’arte e di musica, Marchesi amava l’enogastronomia da ogni angolazione, prospettiva e sentimento. Estimatore del bello e del buono in cucina come nella vita, è sempre stato coerente con i suoi studi e i suoi ideali. Prima che i cuochi fossero star, c’è stato lui, il Maestro che ha segnato il passaggio dal concetto di osteria a quello di ristorante con il suo riso e oro, versione gourmet del chicco alla milanese. “Creare è fare”, così, ha sublimato la nostra cucina nel mondo, prima con la fondazione di Alma, Scuola Internazionale di Cucina italiana, alla quale è seguita l’Accademia Culinaria di New York. Propria Parma, la città in cui Marchesi continuava a insegnare alle nuove generazioni di cuochi è la stessa che, paradossalmente, ospita da due anni la Rossa che lo tagliò fuori. La querelle con la Michelin, infatti, gli costò ben tre stelle, le prime mai ottenute da un cuoco italiano nella storia della Guida, senza scalfirne, però, il suo entusiasmo e il suo credo culinario.

Manifesto dell’enogastronomia, bandiera culinaria del tricolore a livello internazionale e mentore per molti cuochi noti, Marchesi ha guidato l’estasi della cucina italiana, cioè il suo andare fuori confine pur rimanendo dentro i nostri piatti ma, soprattutto, dentro i nostri cuori.

 

Andrea Martina Di Lena

 

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