Origano, profumi d’oriente nel cuore di Roma

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Tradizione capitolina, Cina e cucina vegetariana: possibile unirle? Secondo Adriano Palma sì

Tre ristoranti. Due al centro di Roma e uno in Cina. Molti si chiederanno il perché. Ma partiamo dall’inizio. Tutto nasce da Origano Trevi che, come suggerisce il nome, si trova nel cuore della città eterna, a due passi dalla famosa fontana dove i turisti lanciano la monetina ed esprimono il desiderio.

Questa volta però ad esprimerlo è stato Adriano Palma, imprenditore, da sempre con la passione per la ristorazione. Il suo sogno era quello di creare un modello da poter replicare, con l’idea di abbinare i piatti della tradizione romana ad una cucina sana e per quanto possibile vegetariana. Il tutto ad un prezzo accessibile, per cercare di distinguersi dai ristoranti al centro della capitale che molto spesso approfittano della buona fede dei turisti. Adriano, affiancato dalla sua famiglia, fa si che il progetto prenda forma e Origano in breve tempo diventa un must, specialmente per i visitatori asiatici affascinati dalle spezie e dalla rivisitazione in chiave vegetale della cucina romana. Da qui arriva l’idea. Perché non portare questa idea di cucina fuori dall’Italia, perché non farla arrivare proprio in Cina? Dopo qualche difficoltà iniziale, Origano si tinge di giallo e sbarca a Chongqing, metropoli con circa trenta milioni di abitanti. Il ristorante riscuote consensi, soprattutto dai lavoratori in cerca di un pasto rapido e di qualità. La base per la famiglia Palma è infatti la qualità delle materie prime, che devono essere reperibili nel territorio circostante, modello km 0.

Oggi, i ristoranti sono diventati tre, con un’altra sede a Roma, nella storica zona di Campo de’ Fiori. Qui la presenza dei romani è fissa, i quali vengono per assaporare in particolar modo la pizza, prodotta con farina biologica. La cucina posta al centro del locale riesce a trasmettere la semplicità e  la trasparenza durante le lavorazioni e con il tempo ha allontanato lo scetticismo comune nei confronti della cucina vegana. Insomma un ristorante romano con diverse facce, ma al profumo d’oriente.

Jacopo Nicoletti

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