Panettone d’estate

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Il lievitato che non ha stagioni: il dolce più atteso del Natale da qualche anno è arrivato anche sotto l’ombrellone

Panettone: la prima parola del vocabolario gastronomico che ci viene in mente quando si parla dei tipici dolci di Natale. Spesso stigmatizzato dalla tradizione dolciaria come prodotto delle feste, il panettone già nell’800 si poteva acquistare in molte pasticcerie milanesi durante tutto l’anno, con un boom di vendite sotto dicembre. Più di recente, sia a Borbona (in provincia di Rieti), dove si svolge il Panettone Party di Ferragosto, che nel Canton Ticino, il panettone si può trovare e gustare anche nel periodo estivo. Da diversi anni, infatti, grazie a una provocazione lanciata dal Gastronauta Davide Paolini, al motto di “non solo a Natale”, si è cominciato ad assaporarlo 12 mesi all’anno, specialmente in quelli più caldi: abbinato al gelato, allo yogurt ma anche alla frutta fresca, il lievitato viene poi accompagnato a un bicchiere di passito o di moscato. 

Sono stati diversi gli eventi estivi, tra i quali “la notte dei Maestri” a Parma, che quest’anno ha premiato il maestro Rolando Morandin, i progetti promotori di questa tendenza. Come pure “Panettoni d’estate” organizzato da Conpait (confederazione pasticcieri italiani) che da diverse stagioni propone degustazioni di mini-panettoni in riva al mare a Ferragosto, tentando la via della destagionalizzazione. Il panettone è un prodotto che rappresenta il nostro made in Italy e all’estero, specialmente in Perù, viene consumato tutto l’anno.

Il panettone estivo nasce con un’innovazione nella canditura rispetto alle ricette più tradizionali e con l’uso della frutta tipica della calda stagione. Tra i principali chef e pasticceri che hanno sperimentato questa nuova tipologia di panettone troviamo Tommaso Muzzi, il cui panettone tradizionale con scorze di arancia e cedro candito può essere gustato in tutte le stagioni, soprattutto in estate; Roberto Cantolacqua, invece, arricchisce il suo “pan di Toni” con albicocche e limoni canditi profumati e Anice Stellato; mentre lo stellato Massimiliano Alajmo ne ha proposto una rivisitazione in chiave estiva rendendolo più leggero: meno uova, rispetto alla ricetta originale, olio d’oliva al posto del burro e canditura dolce esclusivamente con i limoni di Sorrento. 



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