“Parole in libertà”, il bistrot futurista che bandisce forchetta e coltello

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A Roma, la rivoluzione “cucinaria” liberamente ispirata di Gabriele Enrico

 

Mangiare con le mani guardando e toccando il Tempio di Vesta, stimolare l’io del gusto «sopra un pezzo di carta da droghiere, tra bicchieri pieni e mezzi vuoti…», alla maniera dei futuristi. A via Luigi Petroselli, sul Palatino utero materno di Roma tra legenda e realtà, “Parole in libertà” scoordina il menu, ripone le posate nel cassetto e rinnova il modo di stare a tavola.

All’intero del Fortyseven Hotel, 4 stelle sede di ospitalità e con una vista mozzafiato sulle rovine antiche della città, dal 15 febbraio 2018, oltre alla terrazza del Circus Roof Garden, a rompere gli schemi Gabriele Enrico, chef del bistrot futurista. Con una proposta avanguardista rispetto ai tempi ma che si studia sui libri di scuola, “Parole in libertà” è un prodotto quanto mai contemporaneo in un momento storico in cui prevale la cucina degli eccessi, la creatività sopra le righe e, finalmente, l’alta ristorazione non è più una cosa per pavidi. A mettere in riga tutti, però, Gabriele Enrico, che della disciplina ne ha fatto il suo mestiere di vivere: coordinatore presso la Città del Gusto Gambero Rosso di Torino, docente e già executive chef, è l’uomo che farà “mangiare le parole” a tavola, che incoraggerà la curiosità di sperimentare e non sarà mai formale con i suoi ospiti. “Bocconi simultaneisti e cangianti”, come li definivano i futuristi, prenderanno vita in piatti da condividere in “gesti atavici che permettono la completa e appagante degustazione delle vivande”, parola di chef.  A riprendere il Manifesto della cucina Futurista “l’abolizione della forchetta e del coltello per i complessi plastici che possono dare un piacere tattile prelabiale” portando, così, il cibo alla bocca direttamente con le mani o accompagnandolo con l’ausilio di una “speciale” focaccia, sempre dopo aver strofinato delle eleganti salviette mentolate.

In un’atmosfera da caffè letterario in stile anni ’20, si scopre un menu dai suoni altisonanti con denominazioni ispirate alla tecnica letteraria: in carta, Ezzicchete Ezzacchete per mettere mano all’untuosità della crema, alla sapidità dell’acciuga e alla freschezza del prezzemolo sorseggiando, magari, una polibibita di Francesco Papa, al bar. “Parole in Libertà” è il ristorante gastronomico che soddisfa i palati moderni in cerca di una nuova cibofilosofia da mangiare.

Andrea Martina Di Lena

 

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