Per Zia vale il concetto “cambiare tutto per non cambiare nulla”

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Antonio Ziantoni è quasi pronto per la riapertura del ristorante a Trastevere ma intanto, a qualche porta vicino, inaugura un locale che fa solo dolci

L’ultimo servizio è stato i primi di marzo. Non c’è stato neanche modo di festeggiare il 2° compleanno per Zia che non ha ancora riaperto ma non si mette fretta. Antonio Ziantoni e il suo team si sono presi questo tempo per riflettere, confrontarsi e capire come ripartire, meglio di prima. “Non mi piace la parola cambiamento, io parlerei più di miglioramento”, un concetto applicabile alla cucina quanto alla sala, ma sopratutto a una mentalità che deve farsi trovare pronta a riaccogliere l’ospite al ristorante senza fargli sentire la mancanza di come sarebbe stato prima.

Non hanno applicato delivery né take away per il semplice fatto che non è mai esistito questo servizio da Zia e non volevano improvvisare. “Cedere al servizio a domicilio o all’asporto sarebbe stato rischioso per la nostra identità, avrebbe snaturato un po’ tutto”. Un servizio che, invece, sarà intrapreso con un nuovo progetto che fa sempre parte della famiglia di Zia: l’apertura di un dessert bar nella traversa attigua. Per tante chiusure o impossibilità a riaprire c’è chi alza una nuova saracinesca come avverrà domani in via Luigi Santini 7a per Door to Door – Zia Pasticceria.

“Abbiamo sfruttato questo momento di inattività per riflettere e, come ogni cosa negativa, ha portato con sé una grande voglia di ripartire al massimo, mettendoci in gioco di nuovo, aprendo una nuova porta davanti a noi. La nostra secret door, una porta verde nella via adiacente il ristorante, porta inizialmente di ingresso per lo staff che è diventata il simbolo di una nuova avventura, mai affrontata, delle consegne a domicilio, ecco il perché  di door to door”, afferma Antonio Ziantoni. “Oltre al delivery, c’è la possibilità di usufruire dell’asporto  e presto nascerà anche il nostro store on line”. Una linea semplice come la cucina di Zia, pochi ingredienti e tecniche classiche. Molti dei dolci coincideranno con i dessert che Christian Marasca prepara al ristorante. Al momento sono previsti: 5 item di monoporzioni, porzione standard 1 kg, 3 biscotteria secca, 2 gelato e 3 di pralinato.

Per tornare a sedersi da Zia Restaurant bisognerà attendere i primi di giugno e in sala, dietro una mascherina, ci sarà sempre il sorriso di Marco Pagliaroli ad accogliere gli ospiti. “Abbiamo ridotto anche il numero dei coperti nonostante i nostri tavoli fossero già distanziati e rispettassero le misure di sicurezza ancor prima di tutto questo. Da 30 siamo scesi a 20 coperti ma cambierà ben poco se non in favore di una maggiore privacy. Inoltre, ogni menu potrà essere portato a casa dal cliente come ricordo, così evitiamo lo spreco di carta con le formule usa e getta”. Si continuerà, quindi, a dare spazio ai piccoli produttori e alle realtà di nicchia che venivano valorizzate prima sia in cantina che in cucina, aiutando tutta la filiera da Nord a Sud.

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