Retrobottega: artigiani della cucina nel centro di Roma

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Senza tavoli e camerieri, Alessandro Miocchi spiega il suo nuovo concept di ristorazione: uno show culinario in una cena tra amici

 

Passeggiando per il centro di Roma, nei pressi di Piazza Navona, con la curiosità che vi scorre nelle vene e stanchi per il canonico tour turistico, potreste fare un salto da Retrobottega. Ristorante innovativo in Italia, ispirato ai sushi bar giapponesi, dove non esistono camerieri ma solo cuochi che a rotazione si occupano del servizio. Si definiscono gli artigiani della loro bottega.

L’idea è venuta ad Alessandro Miocchi e Gabriele Lo Iudice che stimolati dalle loro serate tra amici, a cucinare e a chiacchierare, hanno deciso di trasmettere queste sensazioni anche al cliente, che spesso ha il desiderio di parlare e interagire con il cuoco che sta preparando il piatto. “Non ci sono formalità, solo una piccola esperienza diversa dalle altre” spiega Alessandro “l’unica barriera tra cuoco e cliente è il bancone, diverso dal muro che tiene rinchiuso la brigata nelle sue faccende. Da qui il nome di artigiani e retrobottega”. Il cliente, dunque, è libero e informale, come tra amici. “Il menù cambia ogni mese e ha come base la tradizione italiana in generale ma più in particolare la cucina abruzzese-romana” ovvero le origini di Alessandro anche se difficilmente ci si ritroverà a mangiare la carbonara all’interno della sua bottega. “Tutti i nostri clienti quando ci vengono a trovare si aspettano la cucina tipica romana ma noi non facciamo questo” continua Alessandro “noi regaliamo uno show in una struttura dove non ci sono materiali pregiati ma di riuso e dove in cucina ogni ingrediente è usato nella sua interezza, senza sprechi”. Questo per non impattare ancora di più sul prezzo finale e sui costi della gestione: “Facciamo una cucina di un livello medio-alto e seguiamo i prezzi  dettati dal mercato e le regole di calcolo. C’è chi è meno onesto di noi su questo punto ma vogliamo che il cliente paghi il giusto”. La proporzione che fa Alessandro è semplice: “Costo della materia prima e qualità del lavoro devono combaciare. L’obiettivo è migliorare sempre e noi siamo ancora agli inizi”. Il prossimo step è arrivare a coprire 40 coperti e togliere tutti i tavoli, per realizzare l’idea originale. Insomma, migliorare per stupire.

 

“Il cuoco è un artigiano”

– Alessandro Miocchi –

Dan Munteanu

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