Riccardo Di Giacinto è pronto a riprendersi la stella

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Un ritorno in grande stile per All’Oro segnato dal fascino dell’hotellerie di lusso

 

Si faceva chiamare chef ancor prima che Vissani sbarcasse in televisione ma ha lasciato presto l’Italia per formarsi nell’alta ristorazione estera. Questo il breve identikit di Riccardo Di Giacinto che da subito ha avuto chiaro il suo obiettivo: diventare cuoco. Una determinazione che ha permesso a Riccardo di prendere la prima stella Michelin a soli ventotto anni senza pianificare il successo insieme alla sua “anima gemella”, come lui definisce Ramona, compagna e madre della piccola Eivissa.

La loro cucina è nata dal nulla, inizialmente con tanti zero, “per zero intendo il numero dei coperti”, sdrammatizza lui, ma soprattutto con tanta paura. Non ci sono scoop o scandali che girano intorno alla ristorazione secondo Riccardo che ha fatto la propria gavetta da stagista senza neanche i soldi per potersi comprare le sigarette. Afferma di stimare molti dei suoi colleghi come Barbieri e Cracco, entrambi hanno dovuto sudare per arrivare al successo, mentre su Bastianich ha qualche perplessità e preferisce etichettarlo come imprenditore, un opinion leader del gusto. L’apertura di una realtà tutta sua, installata nell’hotel 5 stelle The H’All che gestisce insieme alla sua dolce metà, la dedica al padre, il quale, però, lo voleva orafo per continuare la tradizione di famiglia: sfortunatamente non ha fatto in tempo a ricredersi sulla grandezza del figlio.

Non ha pronta la definizione di cucina gourmet ma sceglie la semplicità del gusto e della tradizione, la stessa che ha adottato per la linea di conserve di Alloro Home Gourmet, una sfida nata per gioco insieme al sous-chef Adriano Magnoli ed a Martina Falasca. Riccardo è uno cuoco di sani principi e al primo posto mette il cliente perché “non ha senso lavorare sola per la stella”. L’obiettivo del nuovo All’Oro è portare sulla tavola la migliore colazione d’Italia e, naturalmente, riprendersi il proprio spazio sulla “Rossa”, utilizzando la Guida come un consapevole strumento di comunicazione.

“Non lavoro per la stella ma per il cliente”

– Riccardo Di Giacinto –

Andrea Martina Di Lena

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