Ristorante L’Aratro: le vere orecchiette tradizionali nei trulli del 1400

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Nel cuore della Puglia, Domenico Laera propone una cucina fatta di memoria, eco-sostenibilità, tracciabilità e biodiversità con piatti tipici, semplici e genuini

 

Il 4 febbraio 1987, Domenico Laera intraprende una nuova sfida. Non per caso decide di dar vita al suo sogno più ricorrente: mettere a disposizione di tutti la passione per la tipicità e la tradizione di Alberobello. Dopo aver ristrutturato un complesso di trulli dà vita al ristorante L’Aratro dove cerca di trasmettere ai suoi clienti tutto quello che genitori e nonni hanno trasmesso negli anni ai propri figli “l’amore per il proprio territorio”.

Qual è la storia del suo ristorante?

“Il mio ristorante ricavato in trulli del 1400 nasce nel centro storico di Alberobello nel 1987. Dopo aver ristrutturato un complesso dove fino ad allora era situata una delle più imponenti enoteche di vini pugliesi da me gestita. Gli interni, nel rispetto dell’antica costruzione, lasciano vedere la struttura conica in pietra viva. La terrazza, posto magico, lascia scorgere i campanili della basilica e nello stesso momento è possibile toccare con mano le chianche che rivestono i coni dei trulli”.

 

Qual è la vostra idea di cucina?

Rigorosamente regionale e lega tradizione e fantasia, formando un connubio di piatti unici e genuini come una volta. In cucina sono affiancato dagli chef Giuseppe De Leonardis e Cosimo Zaccaria e lì trasformiamo in succulenti piatti tutti i prodotti della terra che i nostri contadini coltivano nei campi che circondano Alberobello.

 

Qual è la ricetta delle orecchiette? 

“Segue strettamente la ricetta tradizionale fatta con semola di grano duro senatore cappelli e acqua”.

 

Quanto è importante il territorio?

“Influisce al 100%. L’obiettivo della mia cucina è quello di offrire ai buongustai e agli avventori il piacere di sedere ad una tavola nel rispetto di una cucina fatta di memoria, eco sostenibilità, tracciabilità e biodiversità con piatti tipici, semplici e genuini, ricavati dalle ricchezze del nostro territorio con i vari presidi Slow Food”.

 

Quanto è importante la cantina dei vini?

“E’ strettamente pugliese, con 250 etichette di aziende del territorio cerco il connubio tra equilibrio, cibo e vino”.

 

Martina Suez

 

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