Salon 5: a Belgrado il made in Italy incontra le nuove tendenze

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In Serbia il locale di Nikola Narancic serve piatti tipici della nostra penisola ma non ama la definizione di ristorante italiano

 

Il made in Italy è sinonimo di qualità sia all’interno dei confini nazionali che all’estero. In particolare nell’Europa dell’est i nostri prodotti ed il nostro cibo sono molto apprezzati, e Belgrado, capitale della Serbia, non fa eccezione. Qua nel corso degli anni sono nati molti ristoranti italiani o di ispirazione italiana, e il Salon 5 di Nikola Narancic è uno di questi.

 

Come è nato Salon 5?

“L’idea di ospitalità è alla base di Salon 5. Si trova in un appartamento al primo piano all’interno del quale i clienti trovano un ambiente accogliente con arredamento curato ed opere d’arte. Qua l’ospite si deve sentire a casa ed il cibo ed il servizio che offriamo sono di alto livello. Cerchiamo di unire sapori autentici a nuove tendenze sia in campo culinario che estetico. Il menù è piccolo perché utilizziamo sempre prodotti freschi. Questa cura della materia prima è una cosa che ho imparato lavorando in Italia”.

 

All’interno del menu ci sono molti piatti tipici italiani come le pappardelle o la cotoletta alla milanese, perciò si può definire ristorante italiano?

“Nonostante all’interno del menù il 70% dei piatti siano tipici italiani l’accezione ristorante italiano non mi è mai piaciuta. Innanzitutto perché da circa dieci anni a questa parte in Serbia si sta sempre più abusando del brand made in Italy. Molti ristoranti nascono con la bandiera tricolore sopra l’insegna per attirare clientela e nascondere la pessima qualità del cibo, che alla fine non ha niente a che fare con la cucina italiana. Un modo per fare marketing insomma. Inoltre al Salon 5 i piatti che proponiamo non sono esclusivamente italiani. Noi serviamo nel menù l’esperienza culinaria maturata negli anni, perciò si possono trovare anche alcuni piatti di ispirazione francese, per esempio”.

 

Perciò i piatti italiani che proponete sono autentici?

“Certo. Non avrei mai accettato un compromesso, in termini di preparazione, per venire incontro ai gusti serbi. La nostra cultura riguardo il cibo è molto diversa sia per quanto riguarda la tradizione sia per la materia prima, dal momento che il nostro clima è diverso dal vostro. Tuttavia questo crea alcune difficoltà, come ad esempio riuscire a reperire prodotti italiani di qualità e freschi.”

 

Stefano Bellachioma

 

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