Splende una Stella nel cielo di Milano, quella di Viviana Varese

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L’unica chef stellata italiana si racconta in tre parole: femmina, fantasia e amore

Raramente si vedono volti femminili in cucina, soprattutto ad alti livelli di ristorazione. Ed è ancora più difficile incontrare cappelli donna stellati anche se, l’Italia, non è il paese più arretrato da questo punto di vista, come ci racconta Viviana Varese, chef e proprietaria del ristorante Alice di Milano.

Conserva gelosamente la stella Michelin dal 2012, ma non nasconde di pensare alla seconda. Delle origini salernitane non c’è traccia nel suo accento, nonostante conservi la tradizione e la semplicità con cui esordì in pizzeria e che, oggi, unisce ad esperienze in giro per il mondo. Per Viviana i fratelli stellati Roca, in Spagna, sono un punto di riferimento per una puntuale formazione che, generosamente, condivide con il suo staff, in prevalenza femminile. “Non avrei mai fatto il salto se non ci fosse stata lei”, afferma Viviana, che parla in termini di famiglia della sua socia Sandra, con la quale ha creato una cucina d’autore, attenta, soprattutto, alle materie prime. Insieme, le due, fanno gioco di squadra “ma ogni tanto litighiamo come se fossimo sorelle”, scherza la chef.

Secondo Viviana nella ristorazione al femminile la marcia in più non esiste: la cucina in rosa è sicuramente più armonica, “meno basata sul testosterone”, rincara Viviana che non nasconde i problemi di sessismo e macismo nei confronti della donna, considerata, ancora, il sesso debole.

“La cucina in rosa è più armonica”

– Viviana Varese –

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