Un nuovo modo di vedere la cucina australiana

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Dan Hunter è lo chef che conduce il ristorante Brae verso una conoscenza più approfondita degli ingredienti autoctoni d’Australia, rigorosamente biologici e di qualità

 

Quando ha cominciato la sua carriera nel mondo dell’alta gastronomia, era semplicemente un lavapiatti. Tutto era un gioco per lui. Con il tempo però, Dan ha capito che essere un cuoco non è poi così male. Il tempo passa e adesso lo chef australiano ha sotto le sue ali il ristorante Brae, che da un po’ di tempo compare nella famosa lista dei The World’s 50 Best Restaurant.

Come ha iniziato a fare il cuoco?

“Diciamo che ci sono caduto in questo mondo, quasi per sbaglio. Quando avevo all’incirca venti anni ho iniziato a lavare piatti in un ristorante e mi ricordo che mi sono divertito molto in cucina. Poi ho viaggiato in diversi paesi e mangiato cibi di diverse culture, tanto che in un paio di anni ho deciso di dedicarmi completamente alla cucina”.

Quali sono le basi e lo stile nella tua cucina?

“Rispetto per la natura, per i prodotti e di tutti coloro che producono il nostro cibo”.

Qual è la particolarità del ristorante “Brae”?

“Abbiamo una piccola fattoria biologica che ci fornisce gli ingredienti necessari che usiamo in cucina. Però allo stesso tempo cerchiamo piccole e interessanti aziende a conduzione familiare, che abbiano interesse per gli ingredienti biologici di altissima qualità. Tutto questo perché ci impegnammo a portare gli ingredienti autoctoni australiani alla conoscenza di tutti”.

Al momento esistono delle ricette prettamente australiane?

“L’Australia è una società eterogenea, multiculturale e in più, con una popolazione indigena. Per descrivere un piatto come australiano sarebbe necessario fare riferimento a tutte queste cose. Posso solo dire che alcuni grandi piatti australiani o ricette degne di attenzione mondiale, sono ancora in via di definizione”.

Come vede la cucina australiana tra dieci anni?

“Spero solo che in futuro si capisca che l’Australia non è solo un insediamento anglosassone, ma una comunità rispettosa con la sua flora e fauna, sotto la guida dei primi popoli dell’Australia, mescolata inoltre con una buona dose di multiculturalismo. Se si comprenderà questo, si capirà anche la nostra cucina”.

Entrare nella guida Michelin, potrebbe essere un suo obiettivo?

“La visione francese del mondo non è l’essere e la fine di tutto per me”.

Dan Munteanu

 

Ph credit: Colin Page

 

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