Un Ristorante, un Bistrot, uno Chef

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Daniele Usai cuoco e ristoratore ci racconta la sua cucina

Siamo a Fiumicino sulle sponde del Tevere, a pochi passi dal mare e non troppo lontani dalla Capitale. Lì sorgono Quarantunododici e Il Tino: la tipicità del Bistrot al primo piano e le specialità del ristorante al piano superiore. La cosa che più stupisce è la dinamicità dello chef che gestisce il tutto, con i piedi per terra ma proiettato verso il futuro.

“Il focus è sempre sul cliente – ci racconta Daniele Usai – noi ricerchiamo un servizio corretto ma non troppo formale. La troppa formalità non è sinonimo di rilassamento”. La cosa che più lo caratterizza, però, è la continua evoluzione e sperimentazione. Secondo Daniele infatti, i primi 20 anni di carriera per uno chef devono tendere ad acquisire nuove tecniche e seguire le emozioni del momento. Lo dimostra il suo menù dinamico che cambia più volte l’anno e sempre alla ricerca di nuove idee e sapori, in base alla stagionalità dei prodotti primi e alle sue aspirazioni. Merito anche di uno staff che è ben integrato nel lavoro. Tutto questo processo però, ha i suoi costi. “Il rispettivo della sola materia prima – continua lo chef – è il 30% dei prezzi del menù. Tutto il resto sono tasse e spese di esercizio”.

Tanto per capirci, la vera forza dello chef sta nel rimanere se stessi e rispecchiarsi nei propri piatti. Ma come ci si riesce? L’importante è porsi un traguardo e poi raggiungerlo. E ricominciare. Senza dimenticare l’ingrediente base… la passione.

“Focus sempre sul cliente”

– Daniele Usai –

Dan Munteanu

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