Un sardo sul tetto d’Europa

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Classe 1988, umiltà e voglia di imparare: questo l’identikit di Alberto Sanna. Secondo Forbes è lo chef giovane più promettente del continente

Classe 1988, umiltà e tanta voglia di imparare: questo l’identikit di Alberto Sanna, cuoco sardo di Samassi che si è guadagnato il titolo di giovane chef più promettente d’Europa nella classifica di Forbes. Figlio d’arte, Alberto nasce tra i fornelli del Campidano di Samassi. Grazie agli studi, lavora nelle cucine della Costa Smeralda per arrivare fino a Londra. La capitale britannica gli offre una formazione completa, un sospiro internazionale di cui Sanna riempie la valigia, insieme a fortissime ambizioni, prima di tornare a casa.

La voglia di intraprendere una cucina innovativa, fatta di impegno, dedizione, materie prime eccellenti e mise en place singolari lo ha premiato: “I vari riconoscimenti e l’essere sempre più apprezzato in cucina” lo hanno spinto a migliorarsi sempre di più, ma l’umiltà è l’ingrediente segreto del successo “mi son ritrovato senza cercarlo dove sono ora – ci tiene a raccontare – è stata una sorpresa”. 

La sua cucina a volte si scontra con una realtà locale impreparata alla novità. Nonostante questo negli ultimi tre anni la sua tecnica si è evoluta sempre di più, grazie ai prodotti che la sua terra gli offre, il contatto diretto con i produttori locali e alla qualità delle materie prime non di lusso, ma fresche. Complici anche le esperienze che ha avuto all’estero, Sanna guarda al futuro rimanendo però strettamente legato al suo territorio e alla sua famiglia, pur dando un piccolo consiglio agli chef giovani che vogliono intraprendere questa carriera: “E’ importante viaggiare tanto, fare più esperienze possibili. Anche io lo vorrei fare” perché, ci spiega “è fondamentale stare sempre al passo con le novità”.

L’obiettivo di oggi rimane quello di rilanciare la sua terra e il ristorante di famiglia, per portarlo a parità di livello con la cucina contemporanea, insieme a quello di “iniziare” la realtà locale all’innovazione culinaria.

“La qualità della materia prima fa il 50% del gioco”

– Alberto Sanna –

Valentina Forte

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