Un unico tavolo, una miriade di emozioni

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Benvenuti al The Table di Kevin Fehling, tre stelle che brillano nella città di Amburgo

 

Amburgo come altre mete d’Europa, si fregia del titolo di Venezia del Nord. Anche se chi ha visitato entrambe le città si dimostra molto cauto nel fare questo tipo di paragone. Ma se siete in Germania e più nello specifico proprio ad Amburgo, allora proprio non potete evitare di fare visita ai due monumenti simbolo del luogo: il Municipio e la chiesa di San Michele. Solo in pochi sanno, poi, che i Beatles hanno cominciato la loro carriera suonando dal 1960 al 1962 nei malfamati locali del porto di Amburgo, frequentato all’epoca, così come il quartiere a luci rosse, da marinai vogliosi di musica rock e compagnia femminile.

Questa, però, non è solo una città d’arte e di commercio, ma anche di grande cucina. E uno dei suoi massimi esponenti è Khevin Fehling del The Table. Come il “Viandante sul mare di nebbia” di Caspar Friedrich, noi di “So Wine So Food” abbiamo deciso di fare visita allo chef per sedare le nostre curiosità. La passione per la cucina, spiega Fehling, è nata quando ha lavorato presso il Parkhotel di Brema ristorante una stella Michelin: “Volevo ridefinire le leggi scritte della gastronomia di livello – racconta il cuoco – regalare emozioni ai nostri ospiti proponendo innovazione”. Una delle particolarità, forse la più importante, del The Table è proprio il tavolo. Un tavolo sociale a forma di arco che caratterizza il ristorante nel mondo ma che forse mina un po’ l’initimità dei commensali: “Non so d’accordo – argomenta Fehling – la distanza tra gli ospiti è la stessa che hanno in altri ristoranti. Possono comunicare tra loro ma non è necessario”. E dell’Uomo delle Stelle cosa pensa lo chef? “Lo apprezzo molto: sia per la sua capacità di giudizio che per la sua critica libera”

 

“Volevo ridefinire le leggi della gastronomia di livello”

– Kevin Fehling –

 

Andrea Mariani

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