Villa Belrose: perdersi nel golfo di Saint Tropez

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L’hotel extralusso del gruppo Althoff si concede alla nostra rivista attraverso le parole di Robert Van Straaten e Pietro Volontè

 

La salsedine nel naso. Il blu nelle pupille. La bellezza nell’anima.

Vi sfidiamo: provate a non farvi affascinare dalle atmosfere calde e accoglienti di Villa Belrose, lo splendido hotel extralusso con vista mozzafiato sul golfo di Saint Tropez. Lo sappiamo è complicato. Ma non abbiate paura, capita a tutti. Nessuno riesce ad evitare di subire il fascino del gruppo Althoff: più di dieci stelle distribuite in tre diverse strutture in tutta Europa.

Uno dei tanti che ha ceduto a questo incantesimo è stato Robert Van Straaten, General Manager di Villa Belrose, arrivato da Stoccarda addirittura nel 1994: “Il mio primo incarico – spiega il GM – fu allo Schlosshotel Lerbach dove ebbi anche la fortuna di ammirare chef Dieter Muller mentre conquistava la sua terza stella. Poi dopo varie esperienze tra le quali Vista Palace a Roquebrune-Cap-Martin, sono arrivato a Saint Tropez”.

Un hotel: da far correre ad alta velocità per la qualità che deve garantire. Ma anche un ristorante: da mantenere all’altezza della struttura che lo ospita. La domanda nasce spontanea: che differenze ci sono nelle due gestioni? “Penso che siano comunque una sfida – argomenta Van Straaten – e molto dipende dalla posizione della proprietà. I cambiamenti nel mondo della ristorazione sono forse più importanti: i clienti non vengono solo per cibo e per le bevande ma vogliono un’esperienza!”. Quella che può garantire Pietro Volontè, chef di Villa Belrose e vera eccellenza italiana: “Vengo da una famiglia di commercianti: i miei hanno un supermercato. Dopo gli studi, ho viaggiato tanto – racconta il cuoco originario di Cirimido, cittadina in provincia di Como – e anzi è una cosa che consiglio a tutti i giovani che hanno voglia di intraprendere una carriera nel campo dell’enogastronomia. Ho cucinato nei migliori ristoranti d’Europa (specialmente gomito a gomito con Gordon Ramsay ndr) e ora il mio principale obiettivo è quello di conquistare la seconda stella a Belrose”.

Ma questa collaborazione come è nata? “Avevamo altri candidati – interviene Van Straaten – ma il profilo di Pietro era quello che più ci convinceva. Per referenze, esperienza e capacità. Siamo felici sia lui a gestire le nostre cucine: siamo al sicuro”.

Anche noi. Basterà solo fare attenzione a non perdersi nella vastità del blu che circonda Villa Belrose. Per quanto, come diceva Leopardi: il naufragar m’è dolce in questo mare.

 

Gabriele Ziantoni

 

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