Zeppole gratis a Roma in overbooking

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Raggiunte le 8 mila richieste nella capitale per le zeppole di San Giuseppe di Puro Sud consegnate a costo zero da Foodys nel giorno della Festa del papà

Compleanni, onomastici, anniversari, feste di laurea, opening a casa. Sono tante le ricorrenze che in questi giorni di emergenza attendono tempi migliori per essere festeggiate. Tra le prossime date segnate sul calendario, questa settimana cade quella del 19 marzo, una giornata che celebra il papà.

Per qualcuno è lontano chilometri mentre c’è chi, pur avendo la fortuna di abitare nella stessa città, nel 2020 non potrà condividere insieme la sua festa. Ad accorciare le distanze e alleviare questi giorni di quarantena ci hanno pensato Puro Sud e Foodys con un servizio di consegna a domicilio di zeppole gratis.

Per la prima volta la pasticceria romana, attualmente chiusa al pubblico e operativa solo come delivery, dalla sede di Pietralata farà partire un camion ricco di dolci che i riders di Foodys consegneranno a tutti i papà della capitale a costo zero ogni due zeppole ordinate. L’ordine minimo è, infatti, di 2 zeppole totalmente gratuite mentre per chi ne volesse di più con delle cifre irrisorie il quantitativo aumenta con box da 4, 6, o 12 zeppole.

Vito Mirko Greco, fondatore di PuroSud: “Siamo solidali da sempre: ogni giorno, per esempio, doniamo l’invenduto alla Chiesa. Adesso che siamo chiusi a seguito delle misure contro il contagio, abbiamo pensato di essere vicino alle persone che sono costrette a stare in casa: per me è un onore poter offrire a tutti i papà di Roma un momento di felicità e dolcezza con le nostre zeppole di San Giuseppe”.

Un’iniziativa che ha riscosso subito successo raggiungendo le 8 mila richieste in un solo giorno. Al momento il servizio è sospeso ma da sito rassicurano di aprire un altro slot domani e consigliano di inserire la mail per ricevere l’avviso.

Simone Ridolfi, CEO di Foodys: “La nostra missione è sempre stata quella di portare emozioni a casa delle persone. Oggi sentiamo che il nostro ruolo è diventato quello di portare un po’ di normalità in queste settimane difficili. Quale migliore occasione, se non una tradizione che rischiava di essere in pericolo? Con le pasticcerie chiuse, non potevamo lasciare le famiglie senza il classico dolce di San Giuseppe. E per coloro che possiedono un ristorante o un’attività commerciale legata al mondo enogastronomico, in settimana apriremo uno sportello di consulenza gratuita”.

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