Al Camparino l’aperitivo è Pop

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Il bar più antico della Galleria di Milano ritorna ai suoi splendori con il pan’cot di Davide Oldani

Nel 1860 era una delle tante botteghe di Milano, all’interno di quella che poi è diventata Galleria Vittorio Emanuele. Qui si vendevano liquori e Gaspare Campari, fondatore del bitter rosso che, a distanza di circa 150 anni, non solo fa tendenza, ma è diventato il manifesto programmatico dell’aperitivo italiano in tutto il mondo. Il “signore del Campari”, come lo chiamavano, lasciò l’attività in eredità al figlio Davide che nel 1915 inaugurò il primo Camparino, salotto letterario e ritrovo dei futuristi dell’epoca.
Nel 2019 c’è un altro Davide, milanese doc e ambrogino d’oro, che sta riscrivendo la storia del food pairing dell’aperitivo per antonomasia: lui è l’anima Pop della cucina italiana, lui è Davide Oldani.

Da sempre oggetto di restyling anche nel suo font, il Campari è il simbolo dell’aperitivo, come ricorda anche un celebre motivetto degli anni ’20 con la sua filosofia spensierata e rilassata, stesso mood ripreso in una pubblicità del 2008. Tra dettagli di Art Nouveau e richiami d’epoca, rivive lo storico locale in una veste nuova e rinnovata, soprattutto nell’offerta food & beverage. In quello che in tempo era il luogo di creazione della miscela segreta del Campari, oggi sorge il laboratorio di Camparino e le sue cucine. Nel rispetto di un restauro conservativo e al fine di valorizzare i preziosi resti del patrimonio liberty, i magazzini originali invece sono stati recuperati per ospitare la sala intitolata a Gaspare Campari che sarà destinata a corsi di bartending, degustazioni ed eventi privati.

“Da oltre 100 anni icona milanese, il Camparino oggi rinasce, non solo come simbolo dell’aperitivo, ma anche come locale d’avanguardia a livello internazionale, grazie a un’offerta di abbinamento cocktail & food eccezionale”. Quel nuovo rito di cui si parla è interpretato soprattutto da Davide Oldani, consulente culinario del progetto che ha messo a punto il suo pan’cot per “L’Ora del Campari”. “Letteralmente pane arrostito, il Pan’cot è preparato con pregiate farine integrali, ed è concepito come un foglio bianco che può essere abbinato a carne, pesce, frutta e verdura”. Oldani racconta che è un suo ricordo d’infanzia, un pasto povera dei nostri nonni, di origine contadina, che la mamma gli preparava con latte e acqua calda. Al Camparino è ovviamente reinterpretata come ricetta da alta cucina con differenti topping gourmet che raccontano diverse tradizioni: dal caciucco alla cacio e pepe, dalla versione con lo zafferano alla milanese a un’insolita carbonara. Nel menu, durante le feste invernali e in edizione limitata, anche il panettone sarà pensato per l’abbinamento con il Campari.

Tra i cocktail in carta, il preferito di Oldani è il Campari Selzt, 1 parte Campari e 3 parti di Soda, con una guarnizione di una fetta d’arancia, servito nel suo bicchiere a tulipano: semplice ed essenziale, il drink ideale per un uomo di città.

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