Birra “santa” dalla fonte Egeria

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A Roma, dalla fonte dell’acqua Egeria nasce la nuova birra stile Keller in edizione limitata

È di certo un’epoca particolare. Almeno per i settori che riguardano il food & wine che, soprattutto negli ultimi anni, sperimentano davvero tanto. Alcune cose creano attesa, curiosità; altre fanno storcere il naso o, al contrario, raccolgono subito consensi. Tutto questo movimento non fa altro che portarci lontano e far provare nuove sensazioni ai nostri palati. Anche con l’acqua che non fa eccezione. 

Nella capitale, in zona Appia Antica, c’è una sorgente la cui storia si perde nella notte dei tempi: l’Egeria. La Roma antica già conosceva questa acqua e le sue proprietà curative. Legata al culto della ninfa Egeria veniva utilizzata per guarire le malattie dello stomaco. La sorgente ha conosciuto fasti e distruzione fino ad arrivare a essere chiamata “Santa” da Alessandro VII, il papa che si era curato una calcolosi bevendola tutti i giorni. Da qui l’appellativo acqua Santa di Roma.

Oggi assume una forma diversa. Grazie ai mastri birrai di un birrificio romano, si è trasformata in birra. “Ci siamo ispirati alle basse fermentazioni della Franconia – spiega il mastro birraio di Oxiana Simone Proietti Appodia – dove l’apporto dato dalle caratteristiche dell’acqua è centrale”. Questa birra riprende la Keller, uno stile di birra a bassa fermentazione con la caratteristica principale di non essere filtrata.

“Negli ultimi tempi il birraio – continua Appodia – grazie al progresso tecnologico, è in grado di “lavorare” l’acqua a proprio piacimento”. 

In questo modo il mastro birraio ha fatto dell’acqua Egeria e delle sue caratteristiche, il fulcro della ricetta per la creazione di questa birra. Il risultato, non semplice da ottenere vista l’elevata effervescenza naturale dell’acqua “Santa” e la sua ricchezza di minerali, è stato di una birra bilanciata, dal colore aranciato e dai sapori di panificati e malti cotti. 

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