Bollicine à la mode

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Nuove frontiere del bere: quali sono le tendenze 2020 in tema perlage tra birra champagne, sidro e idromele

Che allegria sarebbe senza uno spumante, senza la schiuma che scorre sui calici e ci esplode in viso con mille gustose bollicine! Briose e vibranti, tingono l’aria di festa, sollecitando brindisi e divertimento. Champagne, Trento DOC o prosecco sono le scelte ovvie per ogni amante di perlage, ma non le uniche. E se volessimo cambiare, scoprire le new cool sparkling icons, possiamo stappare una birra. Non una qualunque, ovviamente: una Birra Champagne! Definita inizialmente così per il metodo di produzione simile a quello della blasonata bevanda francese, la Bière Brut Belga fa una tripla fermentazione in bottiglia e sprigiona un bouquet olfattivo di fiori, spezie e agrumi, regalando un leggerissimo sibilo di gas o un tradizionale botto di tappo. La tendenza del momento nel mondo della birra radical chic è la Brut IPA: arrivata dagli USA, sta conquistando i beer-lovers di tutta l’Europa con il suo gusto secco e deciso e l’aspetto di un classico spumante. E non finisce qua la scelta del luppolo. C’è poi l’orgoglio nazionale di IGA, Italian Grape Ale, birre prodotte con l’utilizzo dell’uva o del mosto di vino. Possono essere White IGA o Red IGA, avere aromi di frutta esotica nel caso di uva bianca e di frutti rossi nel caso di uva rossa, ed essere prodotte con il Metodo Champenoise, come, per esempio, “L’Equilibrista” di Birra del Borgo.

Una valida alternativa può essere anche uno spumante di frutta. Il più famoso è senz’altro il sidro. Ottenuto dalla fermentazione del succo di mela, il sidro viene prodotto più o meno in tutto il mondo: nella Normandia francese, nei Paesi Baschi e nelle Asturie spagnole tocca le punte di eccellenza. Ci sono sidri dolci, secchi e semi secchi con gradazioni alcoliche molto basse che si aggirano intorno ai 3/8 gradi.

Oltre a questi, ci sono anche i così detti “Perry”, squisiti spumanti di pera prodotti con il Metodo Classico. Sono spesso sottili e croccanti, o morbidi e cremosi al gusto, con profumo di pere e note speziate, floreali e di miele. Provate per crederci il “Poire Granit” Brut di Eric Bordelet, è una delizia.

L’altra “novità” è la più antica bevanda fermentata della storia umana, l’Idromele. Come dice il nome stesso (che pare abbia fatto nascere il termine “Luna di miele” poiché si dava in dote alle spose e doveva bastare per un mese), è un fermentato di acqua e miele, dove il miele può essere varietale di corbezzolo, arancio o tiglio, o mescolato in un blend che conferisce sapore e aroma alla bevanda finale. Lo trovate sia dolce che secco, segnaliamo “L’esuberante” di Andrea Paternoster, idromele secco di 12% prodotto con il Metodo Classico.

Any sparkling cocktails? Yup! Mettete alla prova il vostro barman di fiducia ordinando un Frisco 49, che è la versione più gustosa del classico French 75, rigorosamente con Champagne.
Non vi resta che scegliere di che bolla vestirvi per i prossimi party. E che siano spumeggianti!

P.S. Il famoso “botto” di tappo non è più in auge, né il rumore che lo accompagna, ma per le feste possiamo sempre fare uno strappo alla regola, n’est-ce pas?

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