Ca’ del Baio tra storia, natura e famiglia

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Valentina Grasso, assistente di cantina e figlia del titolare, ci introduce nel mondo del Green Experience, tra Food Cost e rispetto della natura

 

 

La cantina Ca’ del Baio nasce “ufficialmente” negli anni 80, ma la tradizione contadina è presente nella famiglia Grasso già da quattro generazioni, quando Giuseppe, il bisnonno dell’attuale proprietario Giulio Grasso, si trasferisce nelle Langhe in Piemonte nel 1870. Oggi Valentina ci presenta la nuova realtà dei metodi di lotta green e i costi che si nascondono dietro ogni bottiglia di Barbaresco.

Quale è la particolarità dei vini ‘Ca del Baio’?

“Vogliamo fare vini che esprimano la territorialità delle Langhe, senza omologazioni. Cerchiamo di produrre vini freschi ed equilibrati, con una bella struttura e persistenza. La particolarità può essere espressa  attraverso l’eleganza e lunghezza di beva”.

Quale è il processo adottato per la coltivazione?

“Da due anni a questa parte, siamo certificati Green Experience. Lavoriamo con una filosofia di rispetto della natura non usando pesticidi e praticando lavorazioni manuali. Inoltre i trattamenti contro le crittogame della vite sono sempre green, come l’uso dei feromoni per combattere la tignola”.

E la vinificazione?

“La vinificazione prevede la fermentazione alcolica in vasche di acciaio ed a temperatura controllata. Ci avvaliamo,  in base all’annata,  di alcune tecniche di vinificazione particolari. Abbiamo anche due tini in legno, dove fermentiamo la nostra Riserva di Barbaresco Asili, solo nelle annate migliori”.

Quale è il passaggio, nel processo di lavorazione, che influisce notevolmente sul costo finale del prodotto?

“Sicuramente il lavoro in vigna è quello che incide di più sul costo finale della bottiglia. Lavoriamo le nostre vigne con cura, passando più volte nella pulizia fogliare estiva, cercando la migliore maturazione delle nostre uve. Ovviamente, anche i costi di ammortamento del Barbaresco e l’affinamento per due anni e più in cantina, incidono sul prezzo finale”.

E’ corretto dire che inserirsi in questo mercato in futuro, sarà molto più competitivo?

“Bisogna impegnarsi sempre di più perché il futuro è alle porte e la produzione di vino mondiale è altissima”.

 

“Il nome nasce come dedica in onore al nonno Luigi e alla sua passione per i cavalli Baio”

– Valentina Grasso –

Dan Munteanu

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