Cantina Sorres: lascia il mondo migliore di come l’hai trovato

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Seguire i principi delle produzioni biologiche per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente

 

L’Azienda Vitivinicola Cantina Sorres, si trova a Sennori nel territorio della Romangia, regione storica della Sardegna nordoccidentale. Qui Laura e Delia Fiori hanno deciso di continuare la tradizione di famiglia e quindi di lavorare nell’azienda che prima era stata gestita dal nonno e poi dal papà. Dal loro legame profondo nasce l’idea del nome: Sorres in sardo, infatti, significa sorelle.

 

Cosa vi ha spinto ad intraprendere questa strada?

“Abbiamo deciso di portare avanti quest’attività che è sempre stata per il nostro territorio un importante risorsa economica e fare quel salto che ci ha visto passare nel 2013 dalla produzione del vino sfuso a quella dell’imbottigliato. Prima di prendere questa decisione abbiamo ritenuto importante formarci, fare diverse esperienze che ci hanno consentito di avere una visione nuova delle cose. Abbiamo voluto imparare concretamente il lavoro in vigna perché la teoria non basta se non è unita dalla pratica”.

 

Cosa significa per voi produrre vino?

“E’ una passione. È il passato che si traduce in futuro. E’ vedere espresso in un calice tutto un territorio. Significa anche continuare a puntare su una risorsa che è sempre stata elemento cardine della nostra economia”.

 

Come attuate la vostra filosofia di un’agricoltura di tipo sostenibile?

“I principi che muovono tutto sono due: qualità e sostenibilità. Produciamo salvaguardando la qualità, ma senza distruggere un ecosistema privi del quale non esisteremmo. Abbiamo come riferimento una frase di Baden Powell fondatore degli Scout: “Lascia il mondo migliore di come l’hai trovato”. Per noi ancora la mano dell’uomo ha un valore molto importante, per coltivare seguiamo i principi delle produzioni biologiche riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente”.

Qual è il vostro processo di produzione?

“Solo passaggi in acciaio. Durante la vendemmia, vengono selezionate le uve migliori e solo quelle vengono usate per produrre “Pensamentu”, il nostro Cannonau. Dopo la pigio-diraspatura le uve vengono fatte macerare per circa sette giorni come da tradizione, a temperatura controllata. Trascorso questo periodo vengono pressate, segue un periodo di travasi quindicinali che si diradano mano a mano che il vino inizia ad evolversi. Nei tini in acciaio il vino matura e continua la sua evoluzione sino al momento in cui decidiamo sia opportuno imbottigliare. Successivamente il vino affina in bottiglia per un periodo che può variare a seconda delle annate e in base a quello che riteniamo più opportuno fare. Non ragioniamo in maniera standard, perché riteniamo che la natura non possa essere standardizzata”.

Qual è il vostro obiettivo?

“Ampliare la nostra superficie vitata per poter così ampliare la gamma di prodotti con un Vermentino e il Moscato che è la nostra DOC Sorso Sennori. Continuare ad incrementare le nostre attività di enoturismo esperenziale. Infine incrementare il nostro mercato sia a livello nazionale che estero. Riportare l’attenzione sulla sub regione della Romangia, come territorio di eccellenze”.

 

Martina Suez

 

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