Cantine Senza Barriere, per un futuro sempre più accessibile

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Massimo Piani, presidente dell’associazione Cantine Senza Barriere, sta portando avanti un progetto di turismo nel settore vinicolo accessibile per ogni tipo di disabilità

 

La disabilità al giorno d’oggi va intesa in senso molto ampio: non solo chi, purtroppo, deve utilizzare una sedia a rotelle ma anche l’anziano che non ha più una certa agilità o la persona con disabilità temporanea. Cantine Senza Barriere agisce in favore di queste categorie svantaggiate e Massimo Piani, Presidente dell’Associazione, ci spiega come.

 

Come è nato il progetto Cantine Senza Barriere?

“Nasce nel territorio di Conegliano-Valdobbiadene nel novembre 2014 dalla volontà di alcune persone che hanno maturato, a diversi livelli, esperienze nel campo della disabilità, della comunicazione e della progettazione, con l’obiettivo di dotare la collettività di strumenti utili a superare barriere di tipo fisico, sensoriale e cognitivo. In una terra come quella del Prosecco Superiore Docg, ovviamente, l’idea è stata applicata alla fruizione di cantine e aziende vitivinicole, anche in funzione di uno sviluppo turistico accessibile a tutti”.

 

In cosa consiste?

“L’Associazione Cantine Senza Barriere, che promuove il progetto, si prefigge l’obiettivo di migliorare l’accessibilità di territorio e strutture rendendolo fruibile a tutti. E di rendere noto al mondo le aree e le cantine che vanno in questa direzione”.

 

Che risultati state ottenendo attraverso il vostro lavoro?

“Considerato che ci siamo presentati al pubblico come Associazione solo nel novembre 2014, direi che l’interesse e la quantità di richieste di informazione sono foriere di buoni presagi. Sono anche iniziate le prime visite da parte di questo tipo di turisti”.

 

Secondo lei per quanto riguardo l’accessibilità, l’Italia è indietro rispetto agli altri paesi europei?

“L’accessibilità in Italia ha come primo ostacolo la barriera culturale ma che in questi ultimi anni si sta cominciando a demolire grazie alle opportunità sia sociali che economiche che derivano dall‘indotto. Secondo uno studio condotto dall’università veneziana Ca’ Foscari, il mercato potenziale per il turismo accessibile in Europa è di 127 milioni di persone con un potere di spesa annuale di 68 miliardi di euro. Cercare di intercettare questa parte di mercato costringerà il territorio coinvolto a rispondere alle esigenze di accessibilità, e visti i numeri in ballo è un settore non sottovalutare”.

 

Quali sono le prospettive future e gli obiettivi che cantine senza barriere si pone?

“Il progetto Cantine senza Barriere è già attivo in alcune aziende vitivinicole del Veneto e del Trentino Alto Adige ed ha contatti con altre realtà nel Franciacorta, nelle Langhe e nella Valle d’Aosta, e l’intento è quello di svilupparsi anche in altre regioni. Insomma, un servizio in più che il territorio può offrire in sinergia con l’Associazione Nazionale Città del Vino che ne condivide gli scopi e gli obiettivi”.

 

Stefano Bellachioma

 

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