Château Coutet: dal 1643 un vino simbolo, dal sapore dolce

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Aline Baly, co-proprietaria della cantina, racconta la nascita di una delle bevande più famose del mondo

Nel 1787 Thomas Jefferson gli dedicò l’appellativo de “I migliori Sauternes di Barsac” e nel 1855 è stata classificata con la denominazione Premier Grand Cru Classé. Stiamo parlando di Château Coutet, una cantina delle più rinomate, situata a sud di Bordeaux e conosciuta principalmente per il longevo vino dolce, dai sapori mellificati ed esotici.

Aline Baly ci spiega che questa caratteristica è il risultato di un vitigno cresciuto in un territorio unico. Il terroir infatti, è caratterizzato da un terreno calcareo-argilloso e un clima prevalentemente oceanico, ma protetto dai forti venti. Ideale per la Botrytis cinerea, una muffa nobile che trasforma un devastante presagio in un’autentica caratteristica. Perché se il vino giovane di vendemmia ha i classici sapori di vaniglia, fiori e frutta fresca, con il tempo invece si mettono in evidenza le note più calde, in cui le spezie si combinano con nettari esotici e frutta candida. Tutto questo grazie alla Botrytis, che mette in armonia le sue caratteristiche e i suoi sapori, preparando il vino alla sua imparagonabile longevità, che può superare anche il secolo in bottiglia. Un’altra particolarità sono le annate, tutte diverse dalle altre, ma nello stesso momento legate insieme da un sottile filo che rende il vino distintivo, lasciando il palato fresco e vivace. Aline accenna a dire, che Coutet in dialetto guascone significa coltello, e si riferisce appunto a questa inimitabile firma che lasciano in bocca i Sauternes di Barsac.

Da questo punto di vista Aline si sente privilegiata ed orgogliosa ad occuparsi della tenuta e tramandare alle prossime generazioni l’autentico “Coutet”, carico di un patrimonio così importante. Chi sa poi, se in futuro gli amanti dal sapore dolce gradiranno ancora un buon Sauternes o passeranno a nuove tendenze.

Siamo i veri custodi della terra

– Aline Baly –

Dan Munteanu

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