Crochet et Filles: Champagne sì, ma in rosa

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Storia di un’azienda di sole donne che combatte e vince contro un ambiente tradizionalista e maschilista

La famiglia Crochet si occupa di viticultura dal 1730. Nel 1972, Madame Élise Crochet inizia a gestire una vigna per conto proprio e, dopo la separazione dal marito, nel 2001 decide di fondare una nuova azienda assieme a due delle sue tre figlie: Marie-Laure e Adeline. L’ambiente dei produttori di Champagne è molto tradizionalista e maschilista, per questo gli esordi della nuova azienda non sono stati molto facili.

“Le gelosie e  le vendette – racconta Marie-Laure Crochet – hanno messo a dura prova il nostro morale” ma le Crochet non si sono date per vinte e hanno saputo tener duro: “Abbiamo voluto basare la nostra comunicazione proprio su ciò che avrebbe dovuto essere la nostra debolezza: il fatto di essere donne”. È per questo, ci spiega Marie-Laure, che le etichette delle bottiglie Crochet sono tutte confezionate nei colori fucsia e nero e che il motto dell’azienda è divenuto “le Champagne au féminin” cioè lo “Champagne al femminile”.

“L’elaborazione dei nostri prodotti – continua Marie Laure – resta tradizionale ed ancestrale. I nostri vini sono immagine delle nostre personalità: forti e dolci allo stesso tempo. Il modo migliore per descriverli, comunque, rimane assaggiarli”.

Ora l’azienza Crochet et Filles fa rima con successo: “Possediamo 12 ettari di vigne – conclude Marie Laure – abbiamo provato a chi non credeva in noi che con lavoro, coraggio e determinazione i problemi non sono così insormontabili”.

Nostra madre ci ha trasmesso l’amore per la terra e, soprattutto, per la vigna ed il vino

– Marie-Laure Crochet –

Francesco Snoriguzzi

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