Diamond, lo street artist che firma il vino

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Dai murales agli scaffali: l’artista romano brandizza il design di Artico Azienda Agricola con etichette d’autore

Dalla strada alle gallerie d’arte, dalle pareti al vetro delle bottiglie; dalle mostre alle degustazioni, da un mondo a prevalenza maschile ai volti sensuali delle donne. Siamo nel Lazio, terra che ha dato i natali a Stefano Biagiotti, in arte Diamond: “ho addosso una sorta di schizofrenia, disegno in tanti modi diversi e in una stessa persona sento di avere più sfumature, come le facce di un diamante”. Il quarantaduenne romano, a inizi anni ‘90 si è avvicinato al mondo dei graffiti esprimendo il proprio diamond nello stile urbano con citazioni da art nouveau. “Non ho maestri viventi: mi ispiro agli esponenti Liberty come Klimt e Mucha“. L’arte per Diamond è universale: “è un fenomeno inarrestabile, che sconfina di continuo. Dalla facciata di un palazzo alla tela, mi piace disegnare: mia madre racconta che lo facevo prima ancora di camminare”.

Galetto fu il collo della bottiglia. “E’ stato durante una mostra che ho conosciuto Federico, siamo diventati prima amici e poi abbiamo iniziato a lavorare insieme”. Il Federico in questione è Artico, giovane produttore di vini nella zona tra Aprilia e i Colli Lanuvini. Qui, in piccoli lotti della campagna romana e dell’agro pontino, dal 2012 ha intrapreso i primi esperimenti di vinificazione non solo in vigna, ma anche in etichetta. Da collezionista a committente: dopo la conoscenza con lo street artist e l’acquisto di alcune sue opere, Federico ha commissionato a lui la realizzazione di un esclusivo packaging per la sua produzione vinicola. Tutto è partito da due stencil di cui si è innamorato: “era la serie Flora e Fauna che ha poi vestito due bianchi, l’Amaltea, ovvero un Trebbiano, e il Sauvignon”. Entrambe le grafiche riprendono i lineamenti della donna, “l’inizio di tutto, madre natura”, un inno al buon bere che celebra la natura e la vita. a parte qualche illustrazione precedente su menu e carta dei vini, con entrambe le bottiglie Diamond era alla sua prima esperienza lavorativa nel mondo vitivinicolo, e ha riproposto un suo grande classico: il volto di donna frontale contornato da motivi vegetali. Ex novo è stata realizzata, invece, l’etichetta del rosato Leda, con l’immagine del cigno di cui Zeus assunse le sembianze per sedurre l’affascinante regina di Sparta. L’ultima partnership Diamond-Artico è Stardust, un altro bianco che commemora David Bowie con la costellazione a forma di fulmine effigiata su occhio femminile.

“Sono un fan della birra”: nonostante Diamond confessi una preferenza per il luppolo, con Artico è riuscito a creare un prodotto unico, quella bottiglia che in enoteca stenta a non essere riconosciuta.



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