Fare le nozze con Muscadet e Ostriche

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Vi raccontiamo dell’iconico abbinamento enogastronomico che dall’Atlantico del Nord si è sparso per le tavole mondiali.

Pochi vini al mondo hanno un legame gastronomico così forte e consolidato con il cibo come lo ha il Muscadetcon le ostriche. E così, siamo andati ad approfondire la questione nel posto in cui è nato. 

Stiamo nei pressi della città di Nantes, antica capitale della Bretagna francese, oggi dipartimento della Loira Atlantica. Qualche secolo fa da qui partivano le navi cariche di vini prevalentemente bordolesi alla volta dell’Inghilterra e dell’Olanda. I commercianti di quest’ultima facevano arrivare nei porti vini “neutri”, senza spiccato carattere gusto-olfattivo, per usarli in patria nella produzione del brandy. Così, il Melon di Bourgogne – questo è il nome del vitigno – è stato impiantato nelle vicinanze del porto, inizialmente per eliminare le spese di trasporto dalla lontana Borgogna, successivamente anche perché nelle terre natie si è puntato sullo Chardonnay.

Con il passare del tempo il Muscadet aka Melon di Bourgogne, si è perfettamente ambientato nel Pays Nantais – paese di adozione – e si è sposato con le ostriche. Il perché? Facile: tutta la costa atlantica della Francia è seminata da piccole imprese di allevamento, di affinamento e di raccolta di ostriche, che occupano decine di migliaia di ettari e rappresentano un’importantissima fonte di reddito. La Vandea in particolare, che confina con interminabili vigneti di Muscadet, è il fulcro della produzione dei pregiati Fine de Claires, dove la parola “claires” sta ad indicare piccoli laghetti con acqua mista, marina e dolce. Les Claires si estendono in piano a perdita d’occhio, esattamente come i vigneti del Muscadet, creando un paesaggio di forte identità.

Come ben sapete, questi bivalvi hanno un sapore molto intenso: salino e iodato, può sfiorare addirittura il metallico. Un vino “neutro”, più “da panchina” che da competizione gustativa, era una scelta facile e sempre vincente, nonché assai abbordabile. Stando qui, abbiamo fatto tanti assaggi per voi e ve lo confermiamo: con 5 euro a bottiglia di Muscadet e 5 euro a dozzina di Fines n°3, si ha un palato felice. A questo punto il perché ci sembra molto chiaro.
Ma torniamo al Muscadet. In primis è una denominazione come potrebbe esserlo, per esempio, il Verdicchio, che ha 4 sottozone: Muscadet, Muscadet-coteaux-de-la-Loire, Muscadet de Sèvre-et-Maine e  Muscadet-côtes-de-Grandlieu. La più famosa e la più estesa è quella de Sèvre-et-Maine, che si sviluppa intorno ai due affluenti della Loira che compongono il suo nome. Il terreni qua sono variegati, da gneiss a scisti e a suolo granitico. Ed è proprio questa ricchezza di suoli diversi ad aver dato la spinta alla produzione di qualità che si registra qui negli ultimi anni. I vignerons aderenti a questa filosofia lavorano sodo in vigna e in cantina, dando luce a vini lontani dal cliché di neutri e non impegnativi, soprattutto quando provengono da dieci eccellenti cru: Château-Thébaud (finezza), Clisson (potenza), Monnières-Saint Fiacre (carnosità), Goulaine (armonia), Gorges (lunghezza), Le Pallet (cremosità), Mouzillon-Tillières (complessità), La Haye Fouassière (eleganza), Champtoceaux (setosità), Vallet (ricchezza). Questi vini sfoggiano una complessità e un’attitudine all’invecchiamento che li rendono vini importanti alla pari dei grandi vini della Valle della Loira, grazie ad una prolungata permanenza sulle fecce, minimo di 18 o 24 mesi, a basse rese, e soprattutto perché si fanno interpreti dei loro grandi terreni. I dieci cru riuniscono un centinaio di viticoltori per 200 ettari di vigne. Veri vini gastronomici che si abbinano a meraviglia ai formaggi, alla carne bianca e ai piatti elaborati di pesce. 

E le ostriche? Tranquilli, semplicemente questo matrimonio si fa più serio: a ogni tipo di ostrica il suo Muscadet. Senza pesare troppo sulla tasca dei locals: i gran signori Muscadet difficilmente sfiorano 15 euro a bottiglia. 


Un assaggino? Anzi, due!

Uno, per ricordarsi che era vero: un fantastico Muscadet a 5,20€ con una dozzina di n°2 a 5,80€

Domaine Poiron Dabin, Muscadet Sèvre & Maine Sur Lie 2018 

Difficile descriverlo meglio di come l’ha fatto il produttore: giovane e forte, fresco e pieno di vita. Elettrico (questa è nostra) e profumatamente secco. Voglia di ripetere subito: “Encore une bouteille de ce vin avec une autre douzaine des mêmes huîtres, s’il vous plaît!”

L’altro un Muscadet di classe a 13€ e una dozzina di n°1 a 6,40€

Le Jardin d’Edouard, Muscadet de Sèvre et Maine, 2014
Da vecchie viti di oltre 60 anni di un vigneron raisonné, fa 76 mesi di affinamento sulle fecce. È floreale e speziato ma soprattutto minerale e fine. Perfetto con le ostriche, strepitoso con una sogliola alla mugnaia o “à la meuniere” e formaggi di capra (per nostra esperienza).

L’unica nota negativa: trovarli…

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