Fonte Margherita rinasce e rilancia un’acqua gourmet in favore del vuoto a rendere

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Il water-marketing che reinventa il ruolo dell’acqua nell’alta ristorazione

 

“Se vi è una magia su questo pianeta, è contenuta nell’acqua”: aveva ragione da vendere Loren Eiseley, perché è stata proprio l’acqua a contribuire alla rinascita delle Valli del Pasubio, nel vicentino. Nicola Sartore e Denis Moro hanno unito le loro forze e le loro competenze per evitare il fallimento di un’azienda storica ma fortemente in passivo, Fonte Margherita. Oggi riportata all’attivo, l’impresa vanta un portfolio di cento clienti e non solo, ha creato anche nuovi posti di lavoro.

“È stata una scelta tecnica e finanziaria, ma basata molto sull’istinto” ci racconta Moro, che nel 2017 acquisisce la società per risollevarne le sorti: “Quando sono entrato in azienda per me è stato scioccante comprendere come un prodotto di altissima qualità, come sono le sorgenti della Fonte Margherita, fosse destinato al fallimento”. Nato nel 1845, questo storico marchio ormai in declino, non è sfuggito all’occhio attento di Moro, che, da buon businessman e fondatore della Sky Island, ha pensato bene di rilanciare l’acqua della valle sotto una nuova luce, quella gourmet.

“Servire quei consumatori attenti alle storie che hanno una forte identità e ai prodotti di qualità”, questo l’intento dei due giovani imprenditori che puntano a un mercato di nicchia che esige “identità, qualità e storia”. Una guerra contro le multinazionali? Non proprio: si tratta di “una scelta vincente per salvaguardare una piccola fonte storica”, e di una mossa dettata dal marketing, al fine di “posizionare l’acqua nel posto che merita”, sui tavoli dei ristoranti più ricercati e raffinati.

Uno veste retrò e l’utilizzo del vuoto al rendere caratterizzano fortemente la nuova identità di Fonte Margherita, che ben si presta all’utilizzo nell’alta cucina, grazie alle sue qualità organolettiche che la rendono “molto leggera e minimamente mineralizzata”; inoltre, quello che i due soci reputano sia la caratteristica vincente per conquistare gli Olimpi gourmet è il fatto che attualmente, l’acqua vicentina è “l’unica bottiglia nel panorama italiano che richiama fortemente le tradizioni”, dato il suo look, che richiama fortemente le bottiglie del latte degli anni ’60.

“Vuoto a rendere sempre e comunque”: il packaging dell’acqua veneta è attenta all’ambiente, la bottiglia in vetrobalsamo viene realizzata vicino a Milano e l’azienda che la produce, rigorosamente green, “crea energia per tutto Sesto San Giovanni”.  Un aspetto importante che ha conquistato le cucine dell’alta ristorazione, come quella di Radici – Terra e Gusto – di Padova, attualmente il ristorante più voga della città.

Un’altra sfaccettatura davvero interessante della rinascita di Fonte Margerita è che lo stabilimento ha unito la tradizione all’innovazione: “è un mix tra giovanissimi e senior” che ha dato il via a “una produzione di grande esperienza, che viene dalla vallata” e all’esodo “dei giovani laureati in economia, in legge, in biologia, che abbiamo attirato recentemente alla fonte”. Insomma, la magia contenuta nell’acqua – e nelle operations dell’azienda – ha riportato alla vita le sorgenti delle Piccole Dolomiti, ma ”il vero messaggio è quello di sensibilizzare i consumatori verso un’acqua in vetro, imbottigliata in mezzo alle montagne” che ha rifiutato la logica industriale e la plastica per amore della tradizione, della qualità e dell’ambiente.

Valentina Forte

 

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