Gaja: 150 anni di vino fra tradizione e un occhio al futuro

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Una delle cantine più rinomate del mondo, da oltre un secolo sulla cresta dell’onda

Riuscire a produrre da oltre un secolo è già, di questi tempi, un valore inestimabile.                             Ma se riesci a farlo primeggiando nel tempo, non puoi che essere un predestinato.

E’ la storia di Gaja, una delle cantine più storiche e importanti d’Italia. Situata nelle Langhe piemontesi, da sempre il non plus ultra per quanto riguarda i vini rossi Italiani. Il must è quello di dare valore alla famiglia che, unita anche nelle necessarie difficoltà che un’attività imprenditoriale comporta, è arrivata al vertice della cultura enologica mondiale. La titolare della cantina la dottoressa Gaia Gaja, ci confessa che la cura del patrimonio genetico di ogni vigneto è fondamentale: “vogliamo mantenere una qualità che duri negli anni”. Sebbene ci siano nuove realtà che producono vino in tutt’altra maniera, vedi le nuove tendenze sul biodinamico, gli aspetti che differenziano la cantina Piemontese sono sicuramente l’attenzione al dettagli, la valorizzazione della tradizione e la sinergia fra un personale esperto con un territorio che offre infinite possibilità a livello vitivinicolo. Tutto questo ha portato Gaja ad essere una tra le realtà esportatrici di Barolo e Barbaresco più imponenti nel panorama internazionale.

Nonostante quasi l’80 % della produzione sia destinata all’export, l’Italia per questa famiglia resta il mercato più importante, perché conclude Gaja “il nostro compito è quello di valorizzare e proteggere il prodotto di un territorio magnifico”.

“Siamo esportatori di valore”

– Gaia Gaja-

Jacopo Nicoletti

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