Glögg, la versione svedese del vin brulé

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La bevanda calda profumata di spezie e di frutta secca raccontata da Blossa, leader del prodotto in Scandinavia

Tra pochi giorni in Svezia si entrerà ufficialmente nel periodo natalizio e questo per la stragrande maggioranza dei suoi abitanti significa vivere il calore della casa illuminata dalla luce delle candele, il silenzio della neve fuori dalla finestra e l’odore del vino caldo speziato: il Glögg.
Perché il glögg è sicuramente la bevanda più amata in questa nazione durante l’inverno. Viene servita in piccole tazze assieme alla frutta secca ed è presente in moltissime varianti: da quella liquorosa con aggiunta del cognac, a quella più dolce e senza contenuto alcolico pensata per i bambini. Per molti versi ricorda alcuni dei vini caldi speziati nostrani come il vin brulè piemontese.

Abbiamo parlato con Åsa Strömberg, marketing manager del brand Blossa, numero uno sul mercato svedese per la vendita di glögg, nonché etichetta storica di produzione da oltre 100 anni, per farci raccontare una parte di questo tradizionale vino aromatizzato.  

A quale periodo storico si può far risalire il primo utilizzo del glögg in Svezia? 

“Il primo documento storico che nomina il glögg, all’epoca solo “glödgat vin”, risale al XVI secolo. Fa riferimento alla passione che aveva per questa bevanda il Re Gustav Vasa. Ovviamente la tradizione di bere vino caldo speziato è molto più antica e ha radici profonde in molti paesi europei”. 

Un vino reale, oggi entrato nella tradizione popolare. Quando è avvenuta questa apertura al popolo di una bevanda così esclusiva? 

“A inizi ‘900, quando il glögg ha iniziato a essere un vino presente nelle tavole di diversi ristoranti, nei supermercati e nelle case della maggior parte degli abitanti di Svezia nel periodo natalizio. Il primo a espanderne il commercio fu il mercante di liquori Daniel Grönstedt che creò una delle prime grandi produzioni di glögg a Stoccolma. Le sue ricette a base di vino, cognac e spezie hanno segnato il gusto del glögg moderno e, se vogliamo, possiamo dire che è nato tutto da lui”.

Che tipo di evoluzione ha subito la ricetta del glögg nel corso del tempo? 

“La ricetta del nostro glögg è rimasta inalterata per decenni. Poi ci siamo dovuti adeguare alle normative Europee per la produzione dei “Vini Aromatizzati”, modificando in particolare il livello di alcol in ogni bottiglia. Ma gli ingredienti sono rimasti gli stessi di un tempo. Il marchio Blossa è indubbiamente il glögg più bevuto in Svezia”. 

Quali caratteristiche fanno del vostro brand la quintessenza di questo particolare vino speziato? 

“Blossa ha accompagnato le festività natalizie di intere generazioni di svedesi perché per decenni è stato l’unico marchio a produrre il glögg. Il nostro gusto è il gusto del glögg svedese. Gli ingredienti che ne caratterizzano il sapore sono le spezie, il chiodo di garofano predominante su tutte le altre come il cardamomo, la cannella e lo zenzero. Il tutto va combinato con il carattere aromatico del vino dolce”. 

Come si differenzia dai vini speziati delle altre nazioni del Nord Europa? 

“Sono piccole, ma grandi differenze: in Finlandia, ad esempio, la spezia predominante è la cannella, il vino è aromatizzato al ribes nero”. 

Secondo la tradizione, qual è il modo migliore per assaporare un bicchiere di glögg?

“Riscaldato con attenzione e bevuto in una piccola tazza con l‘aggiunta dell’uvetta e delle mandorle, che possono essere intere o tritate. Possibilmente in un luogo accogliente al riparo dal freddo e dal buio”.

Come avviene il processo di miscela tra vino e spezie?

“Come ogni prodotto di qualità, anche il nostro glögg prima di essere ultimato ha bisogno di tempo. Ci vuole un mese per estrarre l’essenza dalle nostre spezie, altri quattro mesi per la loro maturazione. I vini sono selezionati scrupolosamente e vengono divisi in vini base e vini aromatizzati. Il fattore variabile è la concentrazione di spezie che può variare da un’annata all’atra. La responsabile di queste lunghe e fondamentali operazioni è la nostra Chief Blender, Åsa Orsvärn, che da venticinque anni si occupa di determinare il giusto sapore del nostro glögg”.

Ogni anno producete anche un’edizione speciale, dai sapori differenti. Quest’anno, ad esempio è il mango. Dove trova l’ispirazione?

“Dal 2011 abbiamo deciso di viaggiare verso nuove destinazioni per farci ispirare da nuovi gusti e sapori. Alcune volte guardiamo lontano come nel 2012 quando ci lasciammo ispirare dal Giappone e dal suo Yuzo, altre volte rimaniamo più vicini come il vino al Bergamotto/Earl Grey di stampo Inglese. Il viaggio parte almeno 18 mesi prima, perché ogni volta dobbiamo creare una nuova formula che funzioni e sappia rispettare il sapore del nostro glögg, pur avendo nuove tonalità di gusto”. 

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