I Garagisti: una terra in quattro vini

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Pietro, Renzo, Andrea e Simone sono quattro ragazzi sardi che hanno deciso di intraprendere la via della viticoltura. Se passate dalle parti di Sorgono non potete non assaggiare i loro prodotti realizzati ancora in… garage

 

Capire l’essenza della propria terra e racchiudere nei loro vini la bellezza del luogo da cui hanno origine è ciò che sono riusciti a fare quattro ragazzi sardi. Dall’amore per la propria terra e per il vino Pietro Uras, Renzo Manca, Andrea Macis e Simone Murru sono diventati i Garagisti di Sorgono. Proprio Simone Murru spiega cosa li ha spinti su questa strada.

Com’è nata l’idea dei Garagisti di Sorgono?

“Dalla passione per l’attività vinicola che ci accomuna. Siamo quattro amici residenti a Sorgono e abbiamo deciso, avendo ognuno di noi un vigneto ereditato dai nostri genitori, di mettere in bottiglia quello che facevamo da sempre in casa. La zona è  adatta alla viticoltura e, avendo anche viti secolari, abbiamo voluto provarci. Siamo i Garagisti di Sorgono proprio perché vinificavamo nei garage di casa nostra”.

Quali i metodi tradizionali usate?

“Una metodologia tradizionale. Avendo vigneti molto vecchi spesso non si riesce a passare con macchine agricole, quindi si ricorre anche alla trazione animale. Quasi tutti gli anni riusciamo a fare un trattamento di zolfo e rame, e trattare massimo una o due volte all’anno, proprio perché il microclima del nostro territorio ce lo permette. In cantina usiamo tecniche moderne, con macchinari che ci permettono di selezionare i grappoli scelti, andando a fermentare solo il top di quello che ci da il nostro territorio”.

Quali sono le differenze tra i vostri quattro vini?

“Le uve da cui sono prodotti. Nel nostro territorio che è il Mandrolisai si produce un vino frutto di un uvaggio tra Monica, Cannonau e Muristeddu. Essendo in quattro volevamo riprodurre il nostro vino tradizionale, il Mandrolisai, perché questo vino è l’unico in Sardegna che prende il nome del territorio da cui ha origine. Le altre tre bottiglie rappresentano i tre uvaggi. Il Mandrolisai dei vigneti più vecchi è composto da tutte e tre le varietà, poi abbiamo fatto una bottiglia di Cannonau, una di Muristeddu e una di Monica”.

Come mai ci siete voi come soggetti delle etichette?

“Perché la nostra filosofia è unire territorio all’uomo e alla vigna da cui viene prodotto e da cui ha origine quel vino. Per questo i vini hanno i nostri cognomi”.

 

Alberto Baccaro

 

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