I Migliori Vini Italiani 2020 di Luca Maroni, un Annuario “profumato”

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“I rossi del 2017 sono i migliori dal 1985, le vinificazioni dal moderato grado alcolico e la fisica nella trasformazione delle uve”. Ecco tutte le anticipazioni della nuova edizione di Luca Maroni

Il vino deve essere bevuto, capito, descritto. Stimola i sensi grazie a tutte le sue caratteristiche in un universo di sensazioni, sapori e gusti. Con questo intento è nata l’Annuario 2020 “I Migliori Vini Italiani”, evento che Luca Maroni ha dedicato alle eccellenze vinicole made in Italy. In attesa della presentazione ufficiale i prossimi 13-14-15-16 febbraio al Salone delle Fontane a Roma, abbiamo chiesto al suo ideatore quali sono i nuovi trend di quest’anno.

Quali sono i vini più sorprendenti di quest’anno?
“Quelli del 2018 e 2017 degustati in Annuario di qualità eccezionale. In particolare i rossi del 2017, i migliori dal 1985. Su tutti, gli strepitosi vini di una zona della Toscana poco conosciuta ma di qualità naturalistica impareggiabile: il Montalbano, con i suoi grandi rossi del versante orientale, ovvero del Carmignano e di Bacchereto, e quelli del versante occidentale di Vinci e della Cantina Leonardo da Vinci, proprio nell’anno del cinquecentenario leonardiano. Favolosi poi i vini dell’Abruzzo, i rosati di Puglia e Calabria, il mitico Primitivo di Manduria, l’Amarone del Sud, che sempre più conquista il mondo con la sua fruttosità rotondamente armoniosa”.

Quali sono le storie familiari più belle che avete raccontato?
Una su tutte la famiglia Ulisse, coltivatori dell’agro di Crecchio in Abruzzo che gestiscono coralmente da Nonno a nipote la loro mirabile attività produttiva. Il vino rappresenta un fortissimo legante generazionale-familiare. Nella stragrande maggioranza dei casi, i figli proseguono con naturalità e grande entusiasmo l’attività coltivatrice e trasformatrice dei genitori con passione, amore ed entusiasmo ancora superiore. Una fusione nella missione che trasla con assoluta spontaneità da generatore a generatore, come dono della terra e senza nessuna coazione. Molteplici i casi in cui ad essere impegnate sono ormai tre generazioni, o i casi in cui famiglie numerose sono totalmente, con diversi e armonici ruoli, coinvolti nella gestione e nello sviluppo aziendale. Vino come determinatore di focolare domestico e di protezione e cura della natura della terra di produzione”. 

Le nuove tendenze del bere?
“Profumi, profumi, profumi. Si beve e si berrà sempre di più con il naso. A fare la differenza sono e saranno i profumi. Il Cabernet Franc e il Lacrima di Morro d’Alba tra i rossi, il Merlot tra i rosati, le Malvasia e gli stupendi Moscato, ormai rivalutati e declinati in splendide versioni morbidamente avvolgenti. Il futuro vedrà anche la produzione di vini dal moderato grado alcolico, a basso impatto sull’organismo e a basso contenuto chimico grazie all’ulteriore incremento dell’impiego della fisica nel procedimento di trasformazione enologica delle uve”.

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