I vini italiani verso l’apice del successo in Svezia

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Il Verdicchio domina il mercato svedese: +20% di incremento per il bianco marchigiano

Crescono i numeri dell’esportazione dei vini Made in Italy all’estero: sfiora il 30% la quota di mercato conquistata dall’Italia in terra svedese, con 56 milioni di litri esportati. Un incremento questo, reso possibile soprattutto dai piccoli mercati nell’ultimo decennio e che sfiora fatturati da migliaia di euro.

Punta di diamante di questo successo è il vino rosso, che resta il prediletto degli svedesi, ma anche i rosati e i bianchi stanno conquistando le tavole del Nord Europa: è il caso del Verdicchio, che provoca una flessione a doppia cifra con un +20% sottolineando una predilezione dei vini freschi dal sapore delicato. Complici i cambiamenti climatici e un marketing che strizza l’occhio allo storytelling, L’Italia si appresta verso una rapida ascesa, destinata a crescere e confermata dai dati dell’Import Manager di Winemarket Nordik del Gruppo Viva Group Mario Meschinari, leader nel campo dell’import in Svezia. La Winemarket Nordic AB ha deciso di diventare addirittura socio finanziatore della cooperativa marchigiana Moncaro, celeberrima produttrice di Verdicchio Castello di Jesi.

L’immagine del vino italiano nel mondo fa il resto: la passione, il biologico, la semplicità e le storie di piccole aziende hanno dato vita a un wine-marketing di successo. Rossi, bianchi i spumanti hanno un sexappeal davvero irresistibile per gli svedesi, tanto da non temere nessuna cifra: molto apprezzati sono vini con un basso contenuto di zuccheri orientati al biologico e al green.

In questo scenario dal sapore italiano bisogna tuttavia saper sfruttare al meglio le potenzialità di questa crescita: ampliamento dei disciplinari, confezioni e formati alternativi come bag in box o il tappo a vite devono al più presto surclassare l’obsoleto tappo di sughero per rimanere al passo con le esigenze e gli standard dei consumatori non solo svedesi, ma del mondo. Idea avanzata questa, dai più alti piani dell’Istituto Marchigiano di Tutela dei Vini, dal presidente Antonio Centocanti e dal direttore enologo Alberto Mazzoni.

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