Il Barolo di Giacomo Conterno: il costo dell’eccellenza tra qualità e burocrazia

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Roberto Conterno titolare dell’omonima azienda vinicola ci parla del mercato secondario e del wine cost relativo alla sua produzione

 

Siamo nelle langhe piemontesi, la Terra che nessuno ha detto di Cesare Pavese, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, dove le viti, tra le verdi colline, danno i suoi frutti più pregiati che l’uomo da decenni trasforma in vino. Uno dei migliori e più apprezzato in Italia e nel mondo porta il nome di Barolo e tra le aziende vinicole d’eccellenza in questa produzione c’è sicuramente la Giacomo Conterno

Nata nel 1920 dall’omonimo fondatore è oggi nelle mani del nipote Roberto; negli anni è divenuta una delle realtà enologiche più apprezzate in Italia e all’estero tanto che il brand stesso è divenuto garanzia: “Quando aprite una nostra bottiglia, non avete tra le mani un semplice vino, ma un Conterno”. Ci spiega Roberto. Vero, come è vero che ogni garanzia ha un suo costo e non a caso è il secondo vino più costoso d’Italia. Facile imbattersi sul web in un Barolo il cui costo varia dai settecento ai novecento euro. Eppure, è lo stesso Roberto Conterno a spiegarci che “quei vini non sono venduti direttamente dall’azienda, ma sono parte di un mercato secondario che non ci riguarda”. Mercato, questo, che potrebbe invogliare i rivenditori ufficiali ad alzare i propri prezzi, ma ciò, ci viene assicurato, non accade con l’azienda piemontese che fa dell’accessibilità un vanto. “Il mio desiderio è quello di rendere fruibile il nostro vino a chiunque, anche solo una volta l’anno”.
Ma su quali siano i fattori che determinano direttamente il valore di un vino Conterno, non siamo riusciti ad ottenere grandi dettagli. “La qualità ha un costo aziendale, burocratico e relativo alle materie che utilizziamo”. Ad esempio, su una bottiglia da venti euro di Barbera, solo il costo del tappo di sughero può raggiungere il 10% del valore. Per quanto riguarda il pregiato Barolo, però, è lo stesso Roberto ad ammonirci “non si può ragionare sulla singola bottiglia, quanto in un’ottica complessiva e globale. In confidenza: noi il vino lo regaliamo”. Una nota finale, questa, che forse ironicamente lascia intendere come i prezzi dell’azienda potrebbero essere molto più alti di quelli che sono e forse non cambierebbe poi molto per i consumatori. D’altronde quando si sceglie una bottiglia Conterno è un Conterno che si decide di bere. E il nome, come in ogni mercato, fa la differenza. 

 

“Noi il vino lo regaliamo”

– Roberto Conterno-

Gianluca Grasselli

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