Il campione mondiale di caffè è italiano e ha 20 anni

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Da barista a vincitore dell’Espresso Italiano Champion: chi è Stefano Cevenini, il bolognese che ha sbaragliato altri 400 baristi da tutto il mondo

Stefano Cevenini è il giovane bolognese che ha vinto i Campionati del mondo di Espresso Italiano. Il caffè è una vera e propria istituzione in Italia, vanta migliaia di addetti ai lavori e, dato rilevante, sono sempre di più i giovani che si appassionano al mondo della torrefazione. Tra di loro, anche il barista Stefano Cevenini. Già campione nazionale, Stefano si è aggiudicato il primo posto del podio alle fase internazionale dell’Espresso Italiano Champion 2019, la gara più attesa dai professionisti del settore promossa dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) nei padiglioni di Fiera Milano, in occasione di Host. Si tratta di una  gara dedicata ai professionisti che vogliono mettersi alla prova secondo i canoni dell’Espresso e del Cappuccino Italiani Certificati

Alla competizione, giunta alla sesta edizione internazionale, partecipano ogni anno dai 300 ai 400 baristi provenienti da tutto il mondo. Quest’anno ad aggiudicarsi la vittoria è stato proprio Stefano Cevenini che racconta le proprie impressioni e, soprattutto, i segreti per un buon Espresso.

Lo scorso 20 ottobre è arrivata la vittoria all’Espresso Italiano Champion. Le sue sensazioni a caldo?

“Posso solo dire che è stata un’esperienza fantastica. Espresso Italiano Champion è una bellissima competizione. Mi ha permesso di confrontarmi con competitor di alto livello provenienti dal resto del mondo. Sono riuscito a portare la bandiera italiana raggiungendo il mio obiettivo”.

Perché partecipare a Espresso Italiano Champion?

“Per mettermi in gioco. Ho voluto gareggiare in questo campionato organizzato dall’Istituto Espresso Italiano per capire come reagivo lavorando sotto pressione, ma anche per osservare come i miei colleghi nella mia stessa situazione”.

A soli 20 anni ha sfidato baristi esperti in caffè provenienti da tutto il mondo: com’è stato competere con loro?

“Inizialmente sentivo molta tensione, ma grazie a una preparazione giornaliera (quasi maniacale), ho potuto dare il meglio durante la gara. Penso che questo sia stato un fattore determinante per la mia vittoria”.

Che effetto fa sentirsi dire “Il miglior barista del mondo”?

Strano, ma sono consapevole di avere solo 20 anni. Devo continuare a lavorare e a formarmi. Come dico sempre: testa bassa e verso nuovi obiettivi”.

Quando ha capito che il mondo del caffè sarebbe stato la “sua vita”?

“A soli 12 anni. Il profumo del caffè appena tostato mi ha incuriosito. Poi, quando frequentavo la classe quarta della scuola alberghiera, ho iniziato a guardare dei video di latte art, ho partecipato a una gara a livello nazionale a Milano e l’ho vinta. Da quel momento la mia passione si è trasformata in lavoro”.

C’è un segreto per fare un buon caffè?

“Ci sono vari dettagli che possono rendere un espresso buono. Dalla sua miscela all’attenzione in tutte le fasi della preparazione. Ad esempio, durante la gara ho eseguito questa ricetta: 15g di caffè macinato, 25 secondi di estrazione per ottenere un prodotto di 25 ml circa, con un gusto molto equilibrato e con un piacevole sentore retro olfattivo di un’acidità fruttata e floreale”.

Consigli per i futuri baristi?

“L’unico che mi sento di dare, anche se sono molto giovane, è che in qualsiasi passione e attività che si voglia intraprendere bisogna studiare e documentarsi, questo ogni giorno con costanza e passione”.

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