Il mondo del vino ai tempi del Coronavirus

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Il settore fieristico del vino sconfitto dall’impetuoso diffondersi del Covid-19: com’è cambiata l’agenda 2020

Tutte le manifestazioni attese ogni anno dagli appassionati del vino, oltre che dai produttori, buyer, ristoratori e stampa specializzata, sono state posticipate a date provvisorie a partire da giugno.

La prima in Europa a diffondere il comunicato è stata l’organizzazione di ProWein, quella che è considerata la più grande fiera vinicola del mondo. A pochi giorni dall’inizio della manifestazione, prevista nei giorni 15-17 marzo, e a causa di primi focolai di coronavirus emersi nella vicina Dusseldorf, il comitato organizzativo della fiera ha dovuto posticipare l’evento a data da destinarsi.

Nello stesso giorno è giunta la notizia dell’annullamento da Raw Wine London, fiera di vino naturale tra le più autorevoli del settore del naturale, che abitualmente ospita i vignaioli più convinti della viticoltura biodinamica e organica, come gli italiani Frank Cornelissen e Elisabetta Foradori, così altri guru provenienti da tutto il mondo, Georgia, Nuova Zelanda e Chile compresi.

Pochi attimi dopo li ha inevitabilmente seguiti anche il Vinitaly che, nonostante aver confermato solo una decina di giorni fa le date stabilite, dopo aver preso in esame il clima di preoccupazione per la crescente propagazione del virus ha comprensibilmente cambiato idea. Basti pensare che al Vinitaly partecipano ogni anno più di 4.600 cantine provenienti da più di 40 Paesi produttori, in un padiglione dove si svolgono oltre 400 eventi in 4 giorni. Ciò nonostante, tra lo sforzo di mantenere la calma e premiare l’impegno di tanti produttori e tutte le parti coinvolte nella grandissima kermesse del vino italiano, considerando l’arresto dei flussi turistici e degli spostamenti in genere, l’organizzazione del Vinitaly è stata costretta a rinviare le date dal 19-22 aprile al 14-17 di giugno.

A catena, il piccolo (rispetto alle manifestazioni citate) ma fiero Vinòforum romano si è visto impossibilitato a mantenere le tradizionali date estive di giugno e ha spostato la sua 17° edizione a settembre. “Il cambio di date – spiega il CEO di Vinòforum, Emiliano De Venuti – non è solo dovuto all’emergenza Coronavirus, ma anche alla volontà di evitare accavallamenti e saturazioni in un momento in cui tutte le manifestazioni si trovano a dover effettuare uno slittamento temporale obbligato”. Mentre Marco Reitano, chef sommelier de La Pergola e Wine Selector di Vinòforum, aggiunge: “Per l’edizione 2020 inoltre ci impegneremo a supportare fortemente, con attività di promozione ad hoc, tutte le realtà produttive, compresi Consorzi e Istituti regionali, che ovviamente stanno subendo pesanti contraccolpi dovuti alla situazione attuale”. 

Mentre in Asia, comprensibilmente, le date delle fiere del settore sono state cambiate ancora prima. Così, il Vinexpo di Hong Kong e la ProWine Asia, andranno in onda rispettivamente dall’8 al 10 luglio e dal 13 al 16 luglio, anziché in aprile e maggio.

Danni inimmaginabili anche al settore alberghiero e turistico in generale: disdette di serie, cancellazioni a larga scala e calo acquisti Made in Italy. Coronavirus sta mettendo in ginocchio l’economia del nostro paese, considerando soprattutto che siamo paese di piccole e medie imprese che faticano ad affrontare grandi cataclismi.

Per tanto, stappiamo una buona bottiglia di un piccolo vignaiolo nostrano e ci auguriamo di rientrare al più presto nella quotidianità, nella routine, nelle fatiche e gioie consuete.

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