Il vino è donna: la Sommelier Daniela Scrobogna ci racconta la sua professione in un sorso

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Arte e vino: un binomio di memoria gustativa

L’estro e la creatività di Daniela Scrobogna si fondono con l’eleganza e il garbo di chi nasce donna, diventa architetto ma scopre di essere s ommelier. So Wine So Food incontra la più celebre tra le donne sommelier italiane nelle sale del Bibenda, una delle più prestigiose scuole di vino nazionali, conosciuta anche all’estero.

Daniela Scrobogna ci racconta che durante i suoi studi universitari è rimasta letteralmente folgorata dalla sua ignoranza sul tema del vino, argomento ben conosciuto, invece, dai suoi amici stranieri. Da lì ebbe un’illuminazione e cominciò a seguire corsi e ad andare a bussare alle porte dei produttori.

La mia crescita non si è ancora interrotta e Daniela ci racconta che il bello di questo mondo è quello che non puoi mai dire di conoscere senza riserva il vino perché, puntualmente, nascono nuovi viticoltori che esprimono il loro territorio.

Il vino è espressione, sincerità e soprattutto arte, un binomio, quest’ultimo, che Daniela ritrova costantemente in ogni degustazione e incontro. Le sue parole descrivono il vino dentro il calice come un mondo a 360 gradi: il vino è territorio, è enogastronomia, è turismo, è movimento. Bisogna avvicinarsi al vino con la curiosità di saperne di più, senza pensare di conoscere già: il mondo del vino è grande umiltà ed è importante cominciare ad assaggiarlo per crearsi una memoria gustativa.

La nostra sommelier chiosa sul finale con una menzione al mondo delle guide enogastronomiche, in particolare quelle sul vino, che sono nate proprio per avvicinare il palato neofita del lettore al fine di aiutarlo nella scelta di una bottiglia di qualità.

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