Il vino prodotto dai Pearl Jam: sold out e solidale

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La band di Seattle, in collaborazione con due fidati produttori vinicoli, ha messo in commercio uno speciale box di vino a sostegno della Vitalogy Foundation

 

Il paradiso per tutti gli amanti del vino e dei Pearl Jam? La possibilità di acquistare il box speciale contenente quattro vini selezionati ufficialmente dalla storica band grunge di Seattle dai loro personalissimi produttori vinicoli preferiti con ogni ricavo indirizzato all’organizzazione umanitaria Vitalogy Foundation.

Un unico problema: come per i biglietti dei loro concerti, l’intero stock è stato venduto e registrato sold out in meno di dodici minuti.

Sono state 450 le confezioni vendute, chiamate “Home X Away”, approvate dai Pearl Jam e nate dalla collaborazione di due produttori vinicoli: Mark McNeilly (Mark Ryan Winery) e Trey Busch (Sleight of Hand Cellars). Difficile pensare una combinazione migliore: entrambi i produttori, infatti, hanno dedicato alla loro intera produzione di vini dei nomi presi direttamente dalla discografia della band.

Home X Away” è il nome dell’ultimo tour dei Pearl Jam e ogni bottiglia ha rappresentata sull’etichetta il design dello skyline delle ultime quattro città in lista, come Seattle ad esempio, ed è stato ideato e realizzato dal team grafico/artistico della band stessa.

Ma parlando del contenuto, si tratta di un vino 90% Syrah e 10% Cabernet Sauvignon, prodotto dai rinomati vigneti della regione Red Mountain. Il suo sapore offre tonalità di ciliegia, prugna e tabacco.

Venduti per 150 dollari l’uno, al prezzo ragionevole di 37,50 dollari a bottiglia, quest’iniziativa ha fruttato 67500 dollari donati interamente alla Vitalogy Foundation, l’organizzazione no-profit dei musicisti impegnata nel campo della promozione di benessere, ambiente, arte ed educazione nel mondo.

“Con questa piccola, ma importante operazione vorremmo poter aprire arene più grandi in collaborazione con questi artisti così impegnati nel sociale per avvicinare sempre più persone al concetto di responsabilità sociale, di carità e di aiuto”, ha dichiarato McNeilly tramite la rivista Wine Spectator.

Una bella iniziativa che, sicuramente, ha fatto e farà felici molte persone, amanti del vino, della buona musica e chiunque riceverà, in futuro, aiuto e sostegno umanitario dalla Vitalogy Foundation.

 

Gianluca Grasselli

 

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