Kellerei Kaltern: arte, produzione e vendita

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A tu per tu con l’enologo Andrea Moser che ci guida tra le colline altotesine

 

Interi campi di mele mature, vigneti che si affacciano sul lago di Caldaro, turisti e amanti del vino che si riuniscono per ammirare le Dolomiti che si tingono di rosa: è qui che sorge la cantina sociale Kaltern, fusione di 5 cantine che oggi vanta 117 anni di storia. Quasi 700 soci si spartiscono una superficie di 480 ettari, il che si traduce, per ogni socio, in un superficie di 0,7 ettari: da qui “l’esigenza di unire le forze in una unico punto di produzione” ci spiega l’enologo Andre Moser, che strizza l’occhio all’arte, utilizzandola come leva di acquisto del futuristico Wine Center.

Fled72, Andrea Varesco, Josef Rainer, Robert Bosisio, Ernst Müller, sono solo alcuni dei nomi che hanno contribuito alla realizzazione del Wine Center, “una vetrina di vendita a Caldaro funzionale e accattivante, che funge da richiamo per gli enofili che esplorano la Strada del Vino.” Lo shop di Kellerei Kaltern si trasforma in “un punto di vista ricreativo e sociale dove si organizzano periodicamente mostre artistiche”. Viene dunque da chiedersi se l’arte del vino si trasformi nell’arte di vendita. Un prodotto sociale invece che un omaggio alla viticoltura. Interessante il parallelismo proposto dalla rappresentazione della vita e della morte di Andrea Varesco:  “Rappresenta il tema del ciclo degli eventi della natura e della vita dell’uomo che si ripetono regolarmente come crescere e morire”

 

Kellerei Kaltern vanta un’agricoltura biodinamica, ma perché preferirla a quella biologica? “Qui scoperchiamo il vaso di Pandora” ci confessa Moser sorridendo “biologici prima e biodinamici poi, ma non per forza il biologico deve diventare biodinamico” poiché “Il clou della biodinamica è il rapporto tra la pianta e il terreno, si cerca di capire la pianta e di rivitalizzare il terreno” mentre “l’obiettivo futuro è quello di spingere sul biologico”.

“Vogliamo attirare gli enofili che esplorano la Strada del Vino”

– Andrea Moser –

Valentina Forte

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