LibrOsteria: sfogliando un menù assaggiando un libro

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Michele Gargiulo, proprietario dello splendido locale milanese, unisce le sue due passioni: l’enogastronomia e la letteratura

 

Milano: città cosmopolita, città di business, di moda e di locali di tendenza. Città dove le giornate scorrono veloci senza, con lo sguardo concentrato solo sul presente.  Tra uno spritz ed uno Hugo, un imprenditore di questa stupenda metropoli ha deciso di unire le sue due passion più grandi: l’enogastronomia e la letteratura. Nasce così LibrOsteria, il locale di Michele Gargiulo dove poter bere, mangiare e leggere un buon libro.

 

Michele, da dove proviene l’idea di LibrOsteria?

“Nasce paradossalmente da un momento di difficoltà, in cui l’unica risposta possibile era realizzare il sogno di una vita. Sorge da diverse esperienze di spazi sociali in cui avevo sempre coniugato la ristorazione di qualità con la cultura, quella orizzontale, aperta a tutti e quotidiana. LibrOsteria è nata in una notte, da una chiacchierata che l’ha dipinta nelle nostre menti come un affresco. Meno di tre mesi dopo era realtà”.

 

Come è riuscito a far coesistere le due cose insieme?

“Il segreto della coesistenza è nel fatto che nessuno si è improvvisato: io faccio l’oste da 20 anni e Federico, libraio dell’usato più o meno dallo stesso periodo. Abbiamo unito le nostre professionalità su rette parallele, con rispetto della competenza altrui. LibrOsteria è un’idea unica e unitaria, all’interno della quale vivono due anime simbiotiche quanto indipendenti”.

 

Per ogni bottiglia di vino quale libro consiglia di leggere?

“In realtà nasce tutto più spontaneamente: la nostra è una libreria dell’usato, diversa per genere e struttura da tutte le altre, i libri sono spesso esposti di faccia e non di costa. Diciamo che a metà bottiglia i nostril clienti si perdono e trovano il loro libro, o forse vengono trovati loro dal libro giusto”.

 

Quante persone si fermano a leggere libri?

“Abbiamo un pubblico per lo più femminile. L’immagine che ho in mente è di una donna che perde di vista l’orologio e ne esce con un paio di libri sottobraccio”.

 

Consiglio: tre vini da abbinare a tre libri?

“Non posso che citare i tre prodotti della Tognazza. In inverno consiglierei “Il Circolo di Pick Wick” di Dickens da leggersi con un bicchiere di “Antani”. In autunno ” Il Periplo di Baldassarre” di Anin Maalouf con un bicchiere di “Come se fosse”. In estate “Il destino si chiama Clotilde” di Guareschi accoppiato al “Tapioco”.

 

I suoi scrittori preferiti che riuscivano a scrivere sotto l’ebbrezza del bere?

“Gli scrittori sono tanti e a tratti anche scontati: Jack London, Poe, Hemingway, Bukowsky. Aggiungiamone un altro a metà tra il poeta e il cantante: Francesco Guccini”.

 

Andrea Mariani

 

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