Locanda Mariella, una piccola stella è scesa tra noi

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Il locale di Fragnolo, piccola località in provincia di Parma, ha vinto il contest lanciato dal’Uomo delle Stelle e da Radio Rock: “La miglior selezione di vini”. Perché? Lo abbiamo chiesto alla diretta proprietaria

 

Nascono sempre nuove “stelle” nel firmamento della gastronomia. A volte, però, non ci accorgiamo di quelle che ci sono già ma che a volte sfuggono al telescopio. Per fortuna c’è sempre una soluzione e in questo caso si chiama “Tu scendi dalle Stelle”. Il nuovo “percorso” dell’Uomo delle Stelle, inviato speciale di So Wine So Food che ha come scopo la scoperta di quei ristoranti che hanno il potenziale di diventare davvero grandi. Questo non sarebbe possibile senza l’aiuto di followers e appassionati che, attraverso messaggi e social, segnalano quei locali che nascondono al loro interno un diamante pronto a brillare. Ogni mese, grazie anche al sostegno di Radio Rock e in particolare della trasmissione The Rock Show, condotta da Emilio Pappagallo, Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi, viene lanciato un contest: da una miriade di segnalazioni, nasce una rosa di quattro locali da votare. La Locanda Mariella di Mariella e Guido ha vinto quello riguardante “La miglior selezione di vini”. Ne abbiamo parlato con Mariella, la proprietaria del ristorante.

 

Com’è nata la vostra attività?

Nasce come un’attività di famiglia. Il ristorante com’è adesso risale al ’67 ed era come un albergo, con camere, bar e uno spazio per matrimoni. Dopo un po’, però, si è pensato di lavorare di più sulla ristorazione. Fino agli anni ‘80 aiutavo i miei il sabato e la domenica mentre facevo anche l’università a Bologna. Proprio in città sono entrata a contatto con un’osteria diversa, incentrata sui giovani. Mi piaceva. In più sono ho conosciuto il mondo del vino.”

Siete più per la cucina tradizionale o innovativa?

“L’impostazione classica è di una cucina della tradizione. Progressivamente si sta andando sempre di più verso una cucina innovativa. Però alcuni piatti della tradizione restano sempre. Quindi direi un misto. Anche la tradizione comunque viene vista in modo più leggero e rivisitato.”

Per quanto riguarda la cantina?

“E’ nata per una passione. Volevo conoscere il vino e crescere in quel settore. La cantina si è formata, grazie anche a mio marito, perché comprava tutto quello che ci interessava. Non tanto per venderlo, ma per volerlo assaggiare, conoscere. Questa cantina è un vero e proprio percorso. La nostra ricerca si incentrava di più sul piccolo produttore e il curiosare su tutto ciò che stava dietro al vino, che poteva essere l’uomo o la vigna. La nostra passione era anche viaggiare e abbiamo provato diversi vini del “Nuovo Mondo” per trovare qualcosa di interessante. Siamo però ritornati al nostro primo amore: la Francia. Anche per l’Italia però cerchiamo bottiglie poco conosciute ma interessanti”,

Avete dei vini “segreti”?

“Avevamo una lunga carta dei vini che avevamo raccolto, ma assomigliava ad un elenco telefonico. L’abbiamo tolta perché ci sembrava un approccio molto freddo. Per chi viene al ristorante, quando si ha tempo, vogliamo invece mettere a disposizione la nostra conoscenza. Quando si stappa una bottiglia vecchia o anche curiosa ci vuole una relazione tra chi la propone e chi la beve. Il fatto di aver accumulato delle bottiglie era per noi anche condividerle nel bene e nel male con delle persone con le quali ci si voleva mettere in comunicazione. C’è naturalmente anche una scelta di vini consigliati e con i quali vorremmo lavorare”.

Vi fate aiutare da dei sommelier per la scelta dei vini?

“No. Ci basiamo sulla nostra esperienza di 35 anni. Noi facciamo le nostre ricerche. È chiaro che alcuni vini non li puoi comprare direttamente ma ti devi rivolgere a una distribuzione. Noi però lavoriamo da soli ed abbiamo tanti amici che operno nel mondo del vino”.

Quali sono i vini che l’hanno più coinvolta?

“Il gusto negli anni cambia e alcuni vini che avevano presa su di me, ora non ce l’hanno più. Come tipologia il primo approccio è sempre con lo Champagne, che è il vino che ti affascina di più. Altro grande amore è stato per il Piemonte. Attualmente la zona che mi affascina di più è il Juran.”

 

Alberto Baccaro

 

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