Maison Quenardel: l’amore intorno a una bottiglia di vino

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In Francia, tra i vitigni di Ludes, l’artigianalità e la passione per un sapore autentico e puro hanno radici profonde. A parlarcene è Alexandre Quenardel, nipote di Henri, ideatore e fondatore di questa azienda centenaria

Metodo champenoise nel sangue da generazioni e generazioni. Rispetto per le tradizioni e per il terroir. Alexandre Quenardel ci racconta il secolo di produzione della Maison Quenardel, da nonno Henri alla sua generazione. Il rumore dei nostri passi risuona nella Storia. E ci accompagna in cantina.

La Maison Quenardel nasce nel 1906 e cresce di padre in figlio fino a oggi: qual è a vostra filosofia di produzione?
“La nostra filosofia e la nostra passione è quella di rimanere vicini alla natura: prima di essere produttori di champagne, siamo dei viticultori, questo ci sta molto a cuore. Rimanere molto autentici ci ha premiati, non abbiamo mai puntato alla redditività ma alla qualità: ci prendiamo cura di nostri vitigni come della nostra famiglia”.

Cosa muove questa passione per le bollicine da più di un secolo?
“Ci siamo nati: a noi appassiona il metodo tradizionale, si lavora come si lavorava all’epoca; l’uva si raccoglie a mano, senza macchine e giriamo a mano le bottiglie. Sin da piccoli eravamo in cantina per capire e guardare come evolve il vino”.

Vini biologici che non badano alla resa, perché questa scelta?
“Non usiamo additivi chimici, ma ciò non vuol dire essere per forza biologici, noi puntiamo a essere sostenibili: metodo champenoise e cartoni compostabili. Essere biologico per noi è un’etichetta e nel mondo dello champagne non è ancora di moda. La nostra idea è quella di creare un prodotto autentico ma nel rispetto del territorio: ormai il cliente sta molto più attento alla qualità che al prezzo”.

Più di 100 anni di produzione, generazioni che si susseguono: lo champagne è lo stesso di allora?
“Il metodo di lavoro è rimasto lo stesso del 1906, oggi siamo ancora una delle poche cantine che usa metodi artigianali. La frase della famiglia è che rispetto e tradizioni sono l’esperienza trasmessa di generazioni in generazioni: non trasmettiamo solo l’azienda, ma anche la tradizione di famiglia”.

E la generazione attuale a cosa punta?
“Vuole essere più moderna: prima le bottiglie venivano vendute tramite passaparola, oggi cerchiamo di farci conoscere e di crescere. Noi vorremmo un futuro con un occhio diverso, ma ricordandoci sempre cosa ci hanno insegnato.”
Valentina Forte

 

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