Nonino, la distilleria che produce la migliore grappa del mondo

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A Ronchi di Percoto fanno il distillato artigianale di vinaccia migliore al mondo secondo Wine Enthusiast

Ci troviamo a Ronchi di Percoto, nella provincia di Udine, comune friulano dal 2004 sede della nuova distilleria Nonino. In questo luogo più di 100 anni fa il loro avo Orazio aveva posto il carretto con il suo alambicco iniziando a distillare la prima grappa. Adesso tutta la produzione si è spostata qui mentre l’imbottigliamento, le spedizioni e gli uffici sono rimasti nella vecchia sede. Fu nel 1973 che la famiglia Nonino si distinse dal resto del mercato per il loro metodo di distillazione: grazie a Benito Nonino e a sua moglie Giannola iniziarono il percorso del monovitigno di qualità Picolit. Da questa data hanno rivoluzionato il modo di distillare e, notizia di questa settimana, in California ha ricevuto il premio “wine enthusiast”. L’unica realtà a rappresentare l’Italia è stata proprio la Nonino di Percoto, prima distilleria italiana e primo brand di Grappa premiato nella sezione “Spirit Brand / Distiller of the Year 2019”.

La famiglia Nonino si è da sempre distinta nel settore per aver trasformato la grappa da prodotto semplice e di bassa qualità in un distillato artigianale. Qualche mese fa siamo stati in visita all’azienda proprio in momento decisivo del loro lavoro, ovvero durante la distillazione che coincide con il periodo di vendemmia. Infatti, la materia prima viene presa e portata direttamente in distilleria dai vignaioli locali oppure presa direttamente dalla proprietà. Successivamente viene pesata e posta in un macchinario per dirasparla. La vinaccia è poi introdotta in un silos di acciaio inossidabile che mantiene la temperatura controllata. Qui inizia la fermentazione e gli zuccheri delle vinacce si trasformano in alcool. La durata di questo processo varia dai 3 ai 4 giorni e dipende dal tipo di vinaccia utilizzata e dal punto di maturazione del chicco. Se serve si aggiungono lieviti naturali per accelerare e migliorare la fermentazione. I turni di lavoro sono distribuiti su 24 ore e per questo particolare periodo l’azienda seleziona della forza lavoro extra.

Il cuore del processo è un capannone che conta 4 impianti di alambicchi, ognuno proprietà di una delle donne della famiglia Nonino. In totale ci sono 12 alambicchi discontinui a vapore con metodo artigianale che lavorano a coppia. Sono tutti di rame e rivestiti in legno per proteggere l’operatore dal calore. Qui vengono caricati con circa 400 kg di vinaccia e si inietta il vapore che riscalda la vinaccia o l’uva da cui derivano rispettivamente sono 2 le tipologie di grappa, quella classica l’altra di acquavite fatta con il chicco di uva che non si può, appunto, chiamare grappa. Si devono chiamare diversamente perché nel primo caso si utilizza solo la vinaccia, ovvero la buccia dell’uva, nel secondo caso l’uva è intera fermentata, quindi mosto fermentato e vinaccia insieme. A questo punto l’alcool si trasforma in vapore e tutti i profumi convergono dentro il tubo in rame e vanno a finire sulla colonna di distillazione.

Dopo il processo di distillazione si passa all’imbottigliamento a cui segue il processo di invecchiamento in botti poste sotto sigillo per un tempo che può variare da 1 a 27 anni. Dopo soli 5 mesi la grappa più giovane può essere immessa sul mercato, l’importante è ricordarsi di abbassare il grado alcolico con l’acqua distillata, se necessario: non meno di 37,5° fino a raggiungere massimo i 60°.

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