Paolo e Noemia D’Amico, il suggestivo incontro tra sacro profano

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A Vaiano, piccola località in provincia di Viterbo, il vino nasce tra sculture d’arte contemporanea e la voce di Maria Callas

 

L’arte ed il vino. Per certi versi il sacro e il profano. Due mondi apparentemente lontani, che trovano il loro connubio a Vaiano, piccola località in provincia di Viterbo. Specialità della casa, ça va sans dire, è il vino, che i due proprietari Paolo e Noemia D’Amico amano definire “una forma d’arte naturale”. Proprio così, naturale, dal momento che ogni bottiglia prodotta rispecchia le caratteristiche del territorio e della campagna circostante. Terreno di origine vulcanica che porta in cantina un’uva minerale e genuina. Fin qui tutto normale, se non fosse che la naturalezza ad un certo punto non è più bastata a Paolo e Noemia. I due, entrambi appassionati di arte in molte delle sue forme, hanno voluto aggiungere alla loro “creatura” un tocco di raffinatezza, un marchio stilistico che potesse essere ben riconoscibile. Da qui ci si sposta infatti in cantina, dove il lavoro dei campi si trasforma in “labor limae”, per dirlo alla latina, quell’arte di limatura che ogni artista compie dopo aver solamente abbozzato la propria opera. Una volta ottenuto, il prodotto grezzo viene riposto nelle botti di legno ottocentesco. E inizia la magia. All’interno della cantina, realizzata esclusivamente con la pietra, si accendono le opere liriche di Maria Callas e la musica, come ci hanno fatto sapere i due proprietari, “inizia a cullare il vino fino al momento in cui verrà estratto”. Altro luogo magico è il giardino della tenuta, luogo di attrazione per moltissimi turisti. Lo spazio esterno appare quasi un museo a cielo aperto di cui Paolo e Noemia mostrano fieri ed appassionati le sculture d’arte contemporanea.

“Il vino è una forma d’arte naturale”

– Paolo e Noemia D’Amico –

Jacopo Nicoletti

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