Qual è il vino perfetto da bere a Natale

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Dal Brut con l’antipasto a un Demi-sec per chiudere con il dolce: la sommelier romagnola Fabiola Righi consiglia alcuni abbinamenti per le feste

Natale. Un periodo di regali, di dolci tentazioni e di sgarri a tavola. Tra teglie di lasagne, cappelletti in brodo, succulenti arrosti e finali decisamente poco dietetici, non mancano mai ottimi vini per accompagnare tanta copiosità. Per non sbagliare abbinamento anche al calice abbiamo chiesto a Fabiola Righi, sommelier AIS dal marzo 2016, ragguagli sul brindisi perfetto per queste feste natalizie.

Qual è il primo vino che le viene in mente se pensa a questo periodo dell’anno?

“Uno spumante italiano visto, nel nostro paese presente in ben quattro zone spumantistiche che vinificano col metodo classico: le più note zone della Franciacorta e del Trento doc e le meno conosciute Alta Langa e Oltrepo’ Pavese che riservano piacevolissime sorprese. Tutte queste aree vinicole possono essere adatte per il periodo natalizio in quanto offrono prodotti di alta qualità. Tale tipologia di vini può presentare un diverso residuo zuccherino, quindi per il pranzo natalizio possiamo partire con un brut per l’antipasto e terminare con un demi-sec o dolce in abbinamento con il panettone”.

In Romagna, quali sono i vini più natalizi?

“Sicuramente l’Albana e il Sangiovese: i due vitigni più rappresentativi della Romagna. L’albana è un vino bianco dotato di una buona struttura e da sempre viene abbinato a piatti tipici della tradizione romagnola natalizia come i cappelletti e i passatelli. Per soddisfare il resto del pranzo e accompagnare i secondi di carne è consigliabile un vino rosso, un Sangiovese Superiore, oppure la Riserva per piatti ancora più strutturati. Inoltre, per il dolce, la Romagna offre delle Albane passite in versione muffata di alta qualità. Un altro vino romagnolo piacevole al palato e con sorprendenti risultati in abbinamento a un dolce è il Centesimino nella versione passita, un vitigno autoctono a bacca nera presente nella zona di Oriolo dei Fichi, vicino a Faenza, che è stato recuperato da un signore soprannominato “Centesimino” durante il periodo della fillossera e successivamente piantato in quella zona”.

Accorgimenti per un perfetto brindisi di Capodanno?

“Se si fa un brindisi a fine cena senza l’accompagnamento del cibo, si può bere un vino spumante nella versione pas dosé, extra brut, brut, extra dry. Se si accompagna il brindisi con qualcosa di dolce, allora si sceglie per concordanza: alla caratteristica principale del cibo deve corrispondere la stessa del vino, quindi dolce chiama vino dolce”.

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