Quando la vinificazione naturale è al centro di tutto

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La biodinamica è la chiave del passato, del presente e del futuro. Un’agricoltura che rispetta la natura e i cicli lunari garantisce alla cantina Alois Lageder la diversità e la verticalità dei vini

 

“Il primo valore è la famiglia”: Alois Clemens, sesta generazione di vigneron della cantina e forte sostenitore dell’agricoltura biodinamica. E’ l’identikit di un vignaiolo che osserva la natura e studia “il vigneto nella sua individualità”. Siamo in Trentino Alto Adige e i meleti sull’autostrada del Brennero si impadroniscono del paesaggio, fino a Magrè, dove si distendono 50 ettari di vigneti secolari in tutta la loro maestosità e naturalezza: due secoli di storia vinicola si nascondono tra le rocce calcaree delle Dolomiti.

Alois Lageder nasce nel 1823 e da allora è fortemente votata all’agricoltura biodinamica: “La storia è sempre importante per conoscere il presente e immaginare il futuro. E’ importante capire da dove veniamo”; per questo tutta la famiglia, a partire dal nonno fino ad arrivare a Clemens, vive in simbiosi con la natura, ne segue i cicli lunari potando le viti al momento giusto, al passo con un pensiero olistico dal 2004, che garantisce la diversità e la verticalità dei vini.

Il segreto di famiglia, quello tramandato di padre in figlio da generazioni in generazioni, è quello di “osservare la natura e capire come agire”, interpretando la biodinamica come un mantra necessario al fine di creare vini dal carattere autentico e naturale. “Coltivare il paesaggio come un habitat di vita” è la filosofia della cantina, perché “nel microcosmo del vigneto” tutto è soggetto al cambiamento, per questo il “dovere dei vignaioli” è quello di rispettare l’ambiente nello “spirito della natura”. 

La vinificazione naturale è il cardine dell’azienda da sempre, rispettare la natura e la diversità dei vigneti invece è un obiettivo; un obiettivo indispensabile per garantire la freschezza e l’acidità giusta di vini come il Riesling Rain o il Porer Pinot Grigio, interpretazioni tout court dello spirito naturalistico di un’attività di famiglia che ha costruito una cantina dal minimo impatto ambientale, reintegrando gli animali per rendere i terreni più fertili senza ricorrere ad additivi chimici.

Il bouquet dei vini della cantina Alois Lageder ricorda molto il paesaggio: odori di mela e pera come indiscussi protagonisti, per poi arrivare a note freschezza e acidità inaspettate e nascoste, come i vigneti di Magrè.

Valentina Forte

 

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