Regno Unito, diminuiscono i consumi di vino

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Brexit e aumento delle tasse: questi tra i motivi che hanno fatto calare, e di molto, le vendite oltremanica delle bottiglie

 

In vino veritas. Chi, bevendo in compagnia, non l’ha mai detto a chi parla troppo? Questo infatti, è un proverbio che sta ad indicare che chi “alza il gomito” tende a dire la verità. Lo stesso Orazio diceva che i Re “torturano con il vino colui che essi non sanno se sia degno di amicizia”. Sì sa, il tempo trasforma ogni cosa ed infatti oggi la verità è diversa. E’ probabile che il Re sarà costretto a rivedere i suoi metodi di tortura. Chi avrebbe mai pensato che l’immagine del nobile che alza la coppa di vino si dovesse trasformare e diventare un nobile che alza una pinta di birra e gin, o un cocktail? Il mercato è volubile, lo sappiamo, ed in continuo movimento. C’è da dire che tra le altre, stiamo parlando di uno dei paesi che negli ultimi decenni ci ha abituato, nel campo della musica e dell’abbigliamento giovanile e non solo, a continue creazioni di tendenze. Questa volta l’inversione, però, non è nata da una moda ma da una necessità. Nel Regno Unito, i fattori che stanno portando il business del vino su questa nuova strada sono diversi. I sondaggi hanno rilevato che questo nuovo scenario possa dipendere: sia dalla Brexit che ha fatto lievitare, con i dazi sull’importazione, di un terzo il prezzo medio delle bottiglie e sia dall’incertezza economica che, con i salari in stallo fa diventare l’acquisto di vino una spesa che una larga fascia di cittadini non possono, o non vogliono più spendere. Quantomeno questo si registra maggiormente nelle nuove generazioni, che se da una parte stanno riducendo il consumo di alcool, dall’altra hanno qualche incertezza economica in più. Lo stesso non vale, invece, per la fascia di età più alta che fa più difficoltà a rinunciare viste anche le capacità economiche più consolidate. Che cosa berranno di più gli Inglesi nel nuovo anno alle porte? Staremo a vedere.

 

Raffaele Marallo

 

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