Rocca di Frassinello: geometrie e architetture del vino

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Pericle Paciello ci rende protagonisti di una joint venture italo-francese nella splendida Toscana

 

Rocca Di Frassinello è unica, “unica  come  può esserlo una cattedrale romanica”, che stupisce per la sua maestosità e semplicità. Siamo in Toscana e prima di iniziare la visita saliamo sul tetto della barricaia per ammirare il meraviglioso panorama maremmano e il borgo medioevale di Giuncarico. Pericle Paciello, direttore Marketing e comunicazione, ci guida nell’anfiteatro del vino firmato Renzo Piano, raccontandoci di un’amicizia decennale: quella tra Paolo Panerai, proprietario della cantina – nonché giornalista e appassionato di vini – e l’architetto, che ha dato vita a questa suggestiva cantina che produce vini sfruttando la forza della natura.

Una location seducente in armonia col vino: come nasce l’idea di far disegnare la cantina da Renzo Piano?

“Questa scelta è stata quasi obbligata: Rocca di Frassinello nasce come joint venture tra Castellare di Castellina di Paolo Panerai e la famiglia Rothschild, proprietaria dello Château Lafite. Siamo alla fine degli anni ’90, il dottor Panerai decide di investire in Maremma, che ha tradizioni enologiche antichissime che risalgono agli Etruschi, attirando l’attenzione di Eric Rothschild. Una volta unite queste due grandi firme del mondo vitivinicolo, non si poteva che suggellare il progetto con una firma importante come quella di Renzo Piano”.

Una cantina che unisce bellezza e funzionalità: come si realizza questo binomio?

“La cantina è un luogo di produzione: ha parecchie necessità progettuali che devono assecondare il processo produttivo. Alla fine, Renzo Piano ha disegnato ed eseguito la realizzazione di una cantina bella nella sua essenzialità, ma molto funzionale. La cantina è a basso impatto ambientale, si sviluppa verticalmente nella roccia dov’è stata scavata e utilizza la forza di gravità per caricare i tini di fermentazione: l’uva viene portata sul tetto, il sagrato, e gli acini selezionati riempiono man mano i fermentatori al livello sottostante. Questo permette di preservare la qualità della materia prima evitando le pompe che invece causerebbero stress all’uva”.

Le geometrie della cantina e degli spazi esterni ricordano costantemente la sensazione di essere spettatori: scelta strategica o amore per la perfezione?

“In realtà è il contrario: la barricaia è sviluppata verso il basso, sulla base di una piramide tronca rovesciata, ricorda molto un anfiteatro. Sugli spalti, 2000 barrique osservano come tanti occhi lo spettatore che si trova al centro della barricaia. In quella situazione, il vino – che nella nostra vita è il “protagonista” che domina la scena – diventa invece spettatore”.

Se dovesse scegliere un vino che esprime al meglio la particolarità della location quale sarebbe?

“Il Rocca di Frassinello, nato dalla maestria enologica di Alessandro Cellai, enologo e capo dell’azienda, rappresenta la summa di questa joint venture italo-francese. In questo vino si uniscono i principi dei vini toscani e di quelli francesi: il Sangiovese, il Merlot e il Cabernet. Poi c’è il Baffo Nero, prodotto in una tiratura assai limitata, – 4000 bottiglie – un vino che rappresenta il sogno di tutti gli appassionati di enologia, prodotto con delle rese bassissime in vigna, che non mancheremo di farvi assaggiare quando verrete a trovarci!”

 

Valentina Forte

 

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