Sant’Eufemia: dopo i kiwi è il momento del vino

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L’azienda agricola pontina è pronta a fare il suo ingresso nel mercato enologico

L’azienda vinicola Sant’Eufemia nasce ai margini settentrionali dell’Agro Pontino, vicina ai meravigliosi Giardini di Ninfa. Numero uno nella produzione di kiwi gialli locali, da quest’anno farà il suo ingresso nel mercato enologico laziale e internazionale con tre vini di qualità: il Fiammingo (Merlot rosso), L’ultimo colle (Bellone bianco) e il Ventinove (Malvasia bianco).         

Spiega Alessandra Capitani, amministratrice dell’Azienda Agricola Sant’Eufemia, “entreremo in un mondo competitivo e lo faremo puntando sulla qualità del biologico, il rispetto del territorio e l’etica del lavoro”. Tre pilastri fondamentali, quindi, anche se per l’etichetta di biologico si dovrà aspettare almeno un anno. “Per ora non siamo interessati a produzioni biodinamiche o vegane. Ci interessa essere onesti nei confronti dei nostri clienti e per noi il concetto di biologico è fondamentale”. Questione di tempo, quindi, ma anche di rispetto del territorio che per sua natura specifica ha bisogno di essere curato più di altri per dare frutti di qualità.
Eppure, per non perdersi nella vastità di competitor di cui questo mercato si caratterizza, bisogna avere le idee chiare. Sant’Eufemia si avvicina al mercato enologico con delle bottiglie che si faranno apprezzare da chi il vino l’ha sempre amato, come vuole la tradizione di queste terre, e chi, invece, è solo nella sua primordiale fase d’infatuazione. Giovani e più grandi. Un’idea ambiziosa, senza dubbio costellata di difficoltà di cui, però, nell’azienda agricola sono tutti consapevoli e volenterosi di affrontare.  

 

La presentazione ufficiale della prima produzione vinicola di Sant’Eufemia si terrà il 29 marzo e da allora chiunque potrà visitare liberamente l’azienda per conoscere i processi di produzione e toccare con mano il prodotto che finirà sulla propria tavola. Un’accoglienza anche simbolica che vuole essere garanzia di un rapporto di fiducia fondamentale tra produttore e consumatore.

“Cultura del biologico, rispetto del territorio ed etica del lavoro. Così nasce il nostro vino”

– Alessandra Capitani –

Gianluca Grasselli

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