Santa Barbara, la cantina all’interno di un antico monastero

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L’Azienda vitivinicola Santa Barbara è situata sulle colline che dividono i fiumi Misa e Nevola. Qui lavora un team di professionisti che ogni giorno, in cantina e nei vigneti, si adopera con passione, impegno e un pizzico di creatività affinché le loro uve mantengano intatta la bellezza e la qualità dei territori. Stefano Antonucci, proprietario della cantina ha lasciato il suo posto in banca intorno al 1994 per inseguire il suo sogno: quello di produrre vino.

 

Qual è la storia della sua azienda?

“Il nome Santa Barbara è un omaggio alla nostra terra, alle nostre tradizioni e ai nostri culti. La storia di questi luoghi affonda le radici nel VI secolo, quando Senigallia era una città bizantina e un avamposto longobardo si insediò in un borgo vicino. Da allora, quel borgo prese il nome di Barbara dove sorge oggi la nostra cantina, la quale ha il privilegio di avere la sua sede produttiva all’interno di un antico monastero”.

 

Qual è la vostra filosofia aziendale?

La passione, unita al rispetto della terra e alla voglia di innovare sono le basi sulle quali abbiamo deciso di improntare la nostra azienda. Ogni vendemmia è un esame importante per quanto riguarda la vita delle nostre uve e delle nostre terre. Quello che ci prefiggiamo, anno dopo anno, è migliorare lo standard qualitativo della materia prima, tenendo conto della tradizione e della storia del terreno ma applicando allo stesso tempo nuovi concetti di produzione, attraverso la pratica del diradamento e una cura maniacale della sanità delle uve”.

 

Quanto i terreni della vostra zona influiscono sui vostri vini?

“Il terreno con le sue caratteristiche è il fondamento da cui la vite trae la prima impronta e su cui posa le sue radici, pertanto le caratteristiche del terreno sono fondamentali. Certamente la mano dell’uomo e la natura, con i suoi eventi atmosferici lo sono altrettanto.  La cura del terreno, la manutenzione, e l’interesse che quotidianamente rivolgiamo ai nostri terreni ci permette di mantenere in salute le nostre vigne e di sentire e capire tutto quello che il terreno e le piante ci comunicano”.

Per quale motivo utilizzate serbatoi in acciaio e in cemento termo controllati? 

“Nella nostra cantina ci avvaliamo solo di moderne attrezzature che sappiano preservare e valorizzare al meglio l’essenza stessa delle nostre uve appena colte. Da qui l’utilizzo di serbatoi da 50 e 100 ettolitri in acciaio termo controllati e serbatoi in cemento sempre termo controllati in grado di garantire un ottimo isolamento termico”.

 

Qual è il vostro segreto?

“Sicuramente cercare di migliorarsi sempre, e produrre vini che siano sì l’espressione delle Marche ma che anche siano dinamici e interessanti e internazionali. Il segreto è fare vini per gli amanti e gli intenditori”.

Quali sono i vostri progetti futuri?

“Cercare di allargare la nostra rete commerciale all’estero, specialmente affacciarci su nuovi mercati, da quali poter imparare e perché no anche trarre spunto”.

 

Martina Suez

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